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Australiani furibondi con la “Piqué Cup”

Impegnati a Graz per uno spareggio quasi inutile contro l'Austria, Lleyton Hewitt e i suoi giocatori manifestano il loro disprezzo verso la riforma della competizione. In particolare, sorprendono le frasi del giovane De Minaur. “Hanno buttato tutto nella spazzatura, questo cambio è stato un crimine”.
Australiani furibondi con la “Piqué Cup”
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Riccardo Bisti
13 September 2018

Per favorire Dominic Thiem, gli austriaci hanno approntato un campo in terra battuta all'aperto, a Graz. Se la formula della Coppa Davis non fosse stata sventrata, quello tra Austria e Australia sarebbe lo spareggio più interessante del weekend. Vuoi perché c'è uno dei due top-10 impegnati (l'altro è Marin Cilic), vuoi perché è impegnata l'Australia, grande nazione della Davis, non solo perché l'hanno vinta 27 volte. A guidare il team c'è Lleyton Hewitt, sincero paladino della competizione. Per l'ex numero 1 ATP, non è un weekend semplice. Da una parte deve preparare (e motivare) i suoi ragazzi per una partita in cui il risultato non conterà granché, dall'altra fatica a contenere le emozioni. Sa che quello di Graz sarà l'ultimo weekend in cui i “canguri” giocheranno con lo storico format. A colloquio con i giornalisti, Hewitt ha ribadito il suo pensiero. “La riforma è una barzelletta. Il formato attuale è quello che ha ispirato Dwight Davis quando ha creato la Coppa Davis, oltre 100 anni fa. Quella che si giocherà l'anno prossimo, a mio parere, sarà la Piquè Cup. La sua nazionale si affida a giocatori che hanno sposato in pieno le sue idee, mentre mancherà il numero 1 del paese: Nick Kyrgios. “Aveva deciso 6-8 settimane fa che non avrebbe partecipato, una decisione che non ha nulla a che vedere con la riforma – continua Hewitt – con lui saremmo molto più forti, ma i ragazzi che sono qui lasceranno il cuore e l'anima sul campo per la maglia gialloverde”. Frasi che profumano di retorica, ma l'accanimento con cui le pronuncia trasmettono la sua sincerità.

Australiani furibondi con la “Piqué Cup”

IL CAMBIO DI FORMAT È UN "CRIMINE"
A giocare i primi singolari saranno Jordan Thompson e Alex De Minaur. L'altro big è John Millman, tenuto precauzionalmente a riposo, ma che potrebbe scendere in campo nella seconda e/o nella terza giornata. I giocatori hanno sposato la posizione del loro capitano. “Amo la storia di questa competizione, il fatto di giocare in casa e in trasferta – dice Millman – si potrebbe pensare che queste sfide campestri non abbiano grande significato, ma quando vedi le squadre e il pubblico, comprendi al volo la bellezza della Davis. Sono decisamente contrario al nuovo format”. Ancora più significative le parole di De Minaur: nonostante abbia appena 19 anni, rifiuta le proposte di modernizzazione. E le sue parole sorprendono. “Sono giovane, ma so tutto della Coppia Davis e della sua storia. L'hanno gettata nel bidone della spazzatura. Non credo che quella in arrivo possa essere definita Coppa Davis. Puoi distruggere la competizione, ma non può togliere la passione”. Affermazioni molto sentite, supportate da termini forti. Secondo De Minaur, il cambio di format è stato un “crimine”. “Quando sono cresciuto, uno dei miei obiettivi è sempre stato quello di rappresentare il mio paese in Coppa Davis”. Intanto a Graz si gioca, con in palio – fondamentalmente – un posto tra le teste di serie della prossima edizione. I primi a scendere in campo saranno Thiem e Thompson, dopodiché si sfideranno Alex De Minaur e Dennis Novak . Probabilmente sarà decisivo il doppio, in cui un altro baluardo della competizione – Jurgen Melzer – giocherà la sua ultima partita in Davis, la numero 75. Tra un mese, darà l'addio al tennis al torneo ATP di Vienna. In realtà, sarà soltanto un addio al singolare. “Poi valuterò se proseguire la mia carriera come doppista”. Quanta nostalgia, in tre giorni di tennis.

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