di Roberta Lamagni - foto Fabrizio Stipari
- E ora uno sguardo al futuro. Quali sono i tuoi obiettivi?
“Il desiderio è di entrare nelle prime 10 del mondo e sto lavorando per questo, dico la verità. Ho tante motivazioni, ho la possibilità e la condizione per farlo. Mi piacerebbe vincere un altro titolo, se non più di uno e ottenere qualche piazzamento significativo nei tornei dello Slam, si sa mai che riesca a centrare il Roland Garros...”. (Profetica! Ndr).
- In passato hai incontrato più di una volta Justine Henin, che è considerata un po’ come la Federer in gonnella. Tu cosa ne pensi?
“Lei in questo momento è la numero 1 assoluta. E’ vero, ci ho giocato diverse volte e ho avuto anche più di un set point. Ma c’è differenza tra arrivare al set point e vincere, purtroppo. Anni fa, in finale a Sydney, ero avanti 6-4 5-3 e servizio, e poi ancora 5-4 nel terzo set e servizio, ma niente. Il match è durato 3 ore e 5 minuti, alla fine eravamo due stracci. Ricordo che quando abbiamo giocato il primo incontro degli Australian Open siamo entrate in campo insieme, io l’ho guardata e le ho chiesto: ’Still tired (ancora stanca)?’. Lei mi ha guardato e mi ha risposto ‘Yeeeees’, con gli occhi praticamente socchiusi, distrutta... che ricordi!”.
- Riesci a immaginare Francesca una volta conclusa la carriera tennistica? Ti vedi commentatrice tv, manager, coach, dirigente Fit...
“Mi piacerebbe mamma, diciamo così, ma mi hanno detto che avrei le qualità per diventare una buona coach. Anche se penso sia dura ricominciare, riprendere a viaggiare. Se qualcuno mi dice che posso essere utile e che ne ho le possibilità, ben venga”.
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