LA RIVISTA IN EDICOLA - Maggio 2012
07/06/2010

Francesca a cuore aperto

Francesca a cuore aperto

 

di Roberta Lamagni - foto Fabrizio Stipari 

 

- La tua giornata ideale se non giocassi a tennis?

(1 minuto di silenzio) “Non ci ho mai pensato (ride, ndr). Mi alzerei sicuramente presto, perché mi rendo conto che, quando dormo più del solito, sono stordita per il resto della giornata. Farei una mega colazione, ogni giorno all’americana, con bacon, uova. Andrei a piedi a prendermi il giornale, poi un giro con la mia moto al mare o al lago e a pranzo fuori, in tutta tranquillità. Una giornata molto semplice, ma un’attività fisica la farei comunque: una gara, una corsa, una sfida a qualsiasi cosa, che sia bowling o calcetto. La sera, quando ne ho la possibilità, adoro mangiare con i miei amici o la mia famiglia, mi dà energia”.

 

- A proposito di famiglia: cosa hai preso da tuo padre e cosa invece hai ereditato da tua madre?

 “Questa la devono leggere, quindi facciamo due calcoli. Da papà le qualità atletiche, lui ha sempre fatto sport: giocava nei pulcini del Milan, faceva le staffette, mi portava a correre e a giocare a calcio. Quindi la coordinazione, la struttura corporea. Da mamma invece ho ereditato la forza: mia mamma è fortissima, mi sorprende sempre quando le vedo portare le borse della spesa. I miei genitori hanno due fasce muscolari diverse: una è resistente (papà), l’altra è esplosiva. Ma da mamma ho preso anche il carattere, ho la testa dura, sono una Minelli. Mio padre è molto più riflessivo, mentre io sono impulsiva, se posso agire, lo faccio”.

 

- Quali sono le persone che hanno dato una svolta alla tua vita?

“Mi ritengo molto fortunata perché le persone importanti nella mia vita sono state tante. Mamma e papà innanzitutto, anche se prima di uscire e confrontarmi con altre realtà non ero in grado di apprezzarlo. Poi Daniel (Panajotti, ndr), perché quello che mi ha insegnato in campo è impagabile. E ci metto Giovanni Palmigiani. L’ho conosciuto quando avevo 19 anni, è il mio allenatore mentale. Lui ha lavorato tantissimo su di me, ha tirato fuori Francesca. Ero una “bestiolina” prima, poi crescendo... Ah, il mio dottore, Luigi Formica. Sono stata molto fortunata; probabilmente mi avranno dato molta fortuna in cambio di un po’ di cervello... (scoppia a ridere, ndr)”.

 


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