Riccardo Bisti - 24 agosto 2018

Un sogno chiamato quarti di finale

Da quando lo Us Open si è trasferito a Flushing Meadows, l'Italia al maschile non ha mai raggiunto i quarti. Gli indiziati a farcela sono Fabio Fognini e Matteo Berrettini, ma il sorteggio non è stato troppo amico: Fabio avrebbe Chung al terzo turno e Federer negli ottavi, Matteo troverebbe Del Potro al secondo turno. L'analisi di tutti i primi turni.

Tra qualificazioni e main draw, le proporzioni sono quasi identiche. Cinque uomini e una donna in tabellone, quattro uomini e una donna al turno finale delle “quali”. Se in campo femminile New York ci ha regalato l'indelebile finale tutta azzurra tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci, tra gli uomini è lo Slam in cui non raggiungiamo i quarti di finale da più tempo. Correva l'anno 1977 quando Corrado Barazzutti si spingeva addirittura in semifinale, ma all'epoca si giocava a Forest Hills, sulla terra verde, mentre stavano per iniziare i lavori per la costruzione di Flushing Meadows. Da allora, i nostri migliori risultati sono stati gli ottavi raggiungi da Adriano Panatta nel 1978 (che partita contro Connors...) Gianluca Pozzi nel 1994, Davide Sanguinetti nel 2005, Fabio Fognini nel 2015 e Paolo Lorenzi l'anno scorso. È proprio Fognini il principale indiziato a regalarci l'inedita soddisfazione, ma il tabellone gli è amico a metà: negli ottavi, infatti, il suo percorso sembrerebbe chiuso da Roger Federer. In prospettiva, il cemento può essere una superficie favorevole a Matteo Berrettini, ma il romano avrebbe un affascinante incrocio al secondo turno contro Juan Martin Del Potro. Forse un po' troppo. Ma vediamo cosa riserveranno all'Italia (donne comprese) le prime due giornate dello Us Open 2018

Fabio Fognini vs. Michael Mmoh: Fabio è più forte e tanto basta a considerarlo favorito. Tuttavia, non dovrà prendere sottogamba il numero 121 ATP, reduce dai primi risultati di rilievo: i quarti a Brisbane (partendo dalle qualificazioni) e un notevole terzo turno a Miami, con tanto di vittoria su Roberto Bautista Agut. Di recente si è qualificato a Wimbledon e Cincinnati, cogliendo il secondo quarto di finale ATP a Los Cabos. Ma se escludiamo l'exploit contro Bautista, non ha raccolto vittorie contro avversari più forti di lui. Se Fognini sta bene, dunque, dovrebbe portarla a casa. L'importante è che i problemini fisici che lo hanno convinto a saltare Cincinnati siano finalmente archiviati. Dando uno sguardo più generale, il secondo turno contro Millman lo vedrebbe ancora favorito, mentre sarebbe ben più complicato il terzo contro Hyeon Chung. L'eventuale ottavo contro Federer, beh, sembrerebbe proibitivo. Ma King Roger è proibitivo per molti.

Marco Cecchinato vs. Julien Benneteau: Partita indecifrabile. Le difficoltà di Cecchinato sui campi duri erano prevedibili: nessuno si è realmente stupito nel vederlo perdere al primo turno a Toronto, Cincinnati e Winston Salem. Tuttavia, il francese è ormai un tennista part-time. Lo Us Open 2018 sarà l'ultimo torneo di una carriera iniziata quasi 20 anni fa. Il Roland Garros lo ha già celebrato, adesso darà l'addio definitivo, peraltro con una nuova veste già in tasca: dal 2019 guiderà la Francia di Fed Cup. Fermo da Wimbledon, ha giocato la scorsa settimana a Winston Salem e si è subito arreso a Matteo Berrettini. In altri tempi sarebbe stato favorito, ma pare chiaro che non si presenterà al top della condizione e della motivazione. Fosse una partita di calcio, sarebbe da “tripla”. In caso di vittoria, Cecchinato troverebbe il vincitore di Smyczek-Struff (il tedesco lo ha appena battuto in North Carolina) in vista di un terzo turno contro David Goffin, una delle sue vittime nella straordinaria corsa parigina. Arrivarci sarebbe un bel successo.

Andreas Seppi vs. Sam Querrey: Lo Us Open è l'unico torneo in cui Andreas non è mai arrivato negli ottavi. Vanta tre terzi turni, ma si è sempre inceppato. I cronici problemi all'anca lo hanno tenuto fermo per un mese e mezzo dopo Wimbledon: a Winston Salem ha vinto una partita e si presenta senza grosse ambizioni, per quanto gli Stati Uniti siano ormai la sua patria adottiva. Contro Querrey ha vinto cinque volte su sette, ma sul cemento all'aperto siamo 1-1 (a Pechino 2012 ha vinto l'americano, Andreas si è riscattato a Indian Wells 2014). Sono precedenti piuttosto datati, difficile capire quanto siano indicativi. Querrey si aspettava qualcosa di più dalla stagione americana: tre eliminazioni al secondo turno e quella immediata a Winston Salem fanno pensare che non sia al massimo. Parte comunque favorito, se non altro perché ha forti motivazioni: deve difendere i quarti dell'anno scorso. Il vincente avrà un secondo turno complicato contro Denis Shapovalov, poi ci sarebbe il finalista in carica Kevin Anderson.

Matteo Berrettini vs. Denis Kudla: Match importante per Matteo. Nonostante sia al suo primo anno nel circuito maggiore, è già il terzo scontro diretto contro l'americano. Ci ha perso nelle qualificazioni dell'Australian Open ma si è rifatto a Indian Wells, sempre nelle qualificazioni. Matteo ha giocato un buon torneo a Winston Salem, assorbendo nel migliore dei modi la transizione da terra a cemento, ma adesso trova un giocatore in forma e che si è fatto tutta la Us Open Series, peraltro raggiungendo i quarti a Washington. Due mesi fa, Kudla arrivava a sfidare Federer nelle semifinali di Halle: insomma, è "in fiducia" e a suo agio su questi campi. Batterlo sarebbe un bel segno di maturità. In premio, ci sarebbe un emozionante secondo turno contro Juan Martin Del Potro.

Paolo Lorenzi vs. Kyle Edmund: “Paolino” ha scelto di giocare qualche Challenger per ritrovare vittorie, fiducia e una classifica tra i top-100: missione compiuta, peraltro con i successi a Sopot e Cordenons. La vittoria in Friuli lo ha convinto a saltare Winston Salem e recarsi subito a New York. Contro il britannico, francamente, sembra chiuso. Però vanta splendidi ricordi a New York: dodici mesi fa ha raggiunto per la prima volta gli ottavi in uno Slam, peraltro giocando un buonissimo match contro Kevin Anderson. Spera di fare match pari contro il britannico, che peraltro non ha combinato granché sul cemento dopo la semifinale in Australia. Dopo Wimbledon ha vinto solo tre partite, le ultime due a Winston Salem (dove però ha raccolto tre game contro Johnson). Una vittoria sarebbe una mezza impresa, però Lorenzi non scenderà in campo battuto. Dovesse farcela, il tabellone non è malvagio, visto che si trova nello spicchio di un Jack Sock in caduta libera...

DONNE: Camila Giorgi vs. Whitney Osuigwe: Lo Us Open ha una tradizione più o meno condivisibile: garantisce una wild card per il tabellone principale ai vincitori dei Campionati Nazionali Under 18. Sembra più un premio monetario (il primo turno offre 54.000 dollari) che la concessione di una reale chance. Se un/a tennista gioca i campionati giovanili, evidentemente, non è ancora pronto/a per il tour. A Camila Giorgi è capitata proprio la vincitrice dei campionati USTA, l'afroamericana Whitney Osuigwe. La 16enne di Bradenton è numero 2 ITF (lo scorso anno ha vinto Eddie Herr e Orange Bowl), mentre tra le professioniste è numero 391. Questa settimana ha tolto un set a Belinda Bencic nelle qualificazioni di New Haven. Insomma, ci sono le premesse perché diventi un'ottima giocatrice, ma la Giorgi non può temerla. Il problema è il tabellone: avrebbe Venus o Kuznetsova al secondo, poi Serena Williams al terzo. L'italoargentina ci ha abituato a qualsiasi tipo di sorpresa, ma per arrivare alla seconda settimana avrebbe bisogno di un paio di imprese.

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