FEDERER E IL ROVESCIO PERDUTO

Lo straordinario comeback di Roger Federer di due stagioni fa è stato determinato dai miglioramenti nell'esecuzione del rovescio coperto. Basti pensare che nella finale dell'Australian Open 2017 contro Nadal, giocò meno del 10% dei rovesci con rotazione slice. L'anno scorso, le scelte sono cambiate. Perché? Lo ha spiegato lo stesso Federer
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    Redazione
    27 dicembre 2018

    Il segreto dello straordinario comeback di Roger Federer nel 2017 è stato puramente tecnico, dal quale poi è derivata una maggior fiducia anche a livello mentale. Immaginare Federer progredire tecnicamente potrebbe già apparire folle, averlo visto compiere un ulteriore salto di qualità da over 35 è stato ancora più sorprendente, al punto che c’è voluto che lo stesso protagonista ripetesse in più di un’occasione di «sentire di giocare meglio di qualche anno fa», come disse dopo la vittoriosa campagna australiana di due stagioni fa. Il miglioramento era dall’uso sempre più frequente del rovescio coperto, piatto o in top spin, abbandonando in parte la soluzione slice, molto sicura ma troppo difensiva per il tennis moderno. Nella finale contro Rafa Nadal a Melbourne 2017, Federer usò lo slice in meno del 10% dei rovesci colpiti quel giorno, a fronte di una percentuale che mediamente superava il 20%. Merito di coach Ivan Ljubicic che l’ha convinto della bontà della scelta, considerata una condizione essenziale, soprattutto con giocatori che spingono molto da fondocampo, come Nadal (in passato, anche Stefan Edberg gli aveva consigliato di essere più aggressivo, ma ottenendo minori risultati, perché pare non sia semplice convincere Federer a cambiare qualcosa nel suo tennis, forse nella sua esistenza, che poi spesso sono la stessa cosa). Ebbene, l’anno scorso Federer è invece tornato ad utilizzare, probabilmente ad abusare dello slice di rovescio. Perché?

    Lo ha spiegato lo stesso fuoriclasse svizzero: «Non c’è un motivo speciale per il quale ho usato di più lo slice la scorsa stagione, probabilmente non avvertivo la stessa fiducia in quello coperto come nel 2017. E comunque dipende molto dalla superficie: per esempio, a Shanghai riuscivo ad avvicinarmi meglio alla palla e quindi potevo giocare il rovescio piatto. Però lo slice mi permette di giocare più libero e con maggior sicurezza». Federer non ha voluto troppo sottolineare il dolore al polso che lo ha afflitto la scorsa estate (anche se era un fastidio che si faceva sentire soprattutto nell’esecuzione del dritto, dove sollecita molto il polso), però è chiaro che il rendimento del rovescio è conseguenza del suo stato di fiducia ed è un po’ il termometro delle sue condizioni. Per questo sarà importante per Federer cominciare bene la stagione, già alla Hopman Cup, che è un’esibizione ma potrà comunque offrire delle sensazioni sul suo stato di forma, tanto più che è un evento dove si può giocare a braccio sciolto, non essendoci in palio punti o trofei importanti.

    Qui, l'Analisi tecnica del rovescio di Roger Federer.


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