
di Cristian Sonzogni - foto Ettore Ferreri
Sempre in quell’anno battè anche Corretja sulla terra di Valencia, ma la sua stagione più continua fu forse nel 2006, seppur condita da tanti tornei minori, oltre che da un secondo turno a Melbourne: spiccano le semi a Belgrado, Rimini, San Marino e Barcellona e la finale a Como. In quel periodo (mentre si allenava nel Blue Team di Arezzo) tornò su livelli di classifica più accettabili, e in avvio di 2007 giocò un gran torneo a Cherbourg, dominando i rivali e non cedendo nemmeno un set. A Monte-Carlo, forse, l’evento che dopo tanti anni tornò a dargli qualche soddisfazione ‘vera’. Sul centrale contro Nalbandian, per un set, si inventò le sue consuete prodezze cancellando l’argentino, che poi però vinse in tre. A chiudere quell’anno una nuova convocazione in Davis per la sfida col Lussemburgo ad Alghero, con un match giocato e vinto con Bram a risultato acquisito. E’ l’ultimo sussulto prima della vicenda scommesse e della squalifica di 200 giorni. Un banale errore pagato troppo caro.
Noi, però, a questo punto, preferiamo fare un passo indietro, approdando con la memoria ad una carriera giovanile che fu ricca di successi, tra cui spiccano la finale all’Avvenire nel 1995 e la vittoria nella Coppa Lambertenghi del 1992. Tra i 14 e i 16 anni in particolare, quando sponsor importanti cominciarono a mettergli gli occhi addosso, Federico vinse tutto ciò che poteva: campionati nazionali, europei, mondiali. Salvo poi scoprire, come disse in un’intervista alla nostra rivista nel 2005, che quei risultati in fondo non contavano nulla, perché il tennis vero era quello dei ‘pro’. E se c’è un insegnamento che possa restare utile, in una vita e in una carriera mozzate così presto, in maniera tanto tragica e ingiusta, magari è proprio questo. Dovessimo mai ritrovarci ad avere tra le mani un altro talento come Luzzi, se possibile, evitiamogli la stessa strada, le stesse illusioni, gli stessi errori. Almeno per quello che si può, prima che si metta in mezzo il destino a dire l’ultima parola.
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