LA RIVISTA IN EDICOLA - Maggio 2012
04/02/2012

Fed Cup: Errani non tradisce. E' 1-0

Fed Cup: Errani non tradisce. E' 1-0

dalla nostra inviata Roberta Lamagni - foto Getty Images

 

Chi voleva una prova della condizione di forma della Errani, chi dubitava dei reali meriti che l’avevano spinta poco più di una settimana fa ai quarti dello Slam australiano è stato accontentato.

 

Sara è in fiducia, atleticamente tonicissima, sicura e decisa su ogni colpo, quasi le fatiche del viaggio transoceanico non l’avessero nemmeno solleticata.

In 1 ora e 14 minuti e con il punteggio di 6-2 6-3 ha dominato l’avversaria, Kateryna Bondarenko, n. 89 delle classifiche Wta, nel primo match di singolare della sfida di primo turno di Fed Cup contro l’Ucraina.

 

Tra gli applausi e gli incitamenti di un Lauretana Forum gremito (la capienza del Palazzetto di Biella è di 5.000 posti) la numero 4 azzurra - al momento forse solo secondo il ranking Wta - ha condotto la sfida sin dal primo 15.

Sbaglia chi pensa l’incontro fosse solo una formalità. La minore delle Bondarenko è una giocatrice che comunque deve essere prima controllata, poi sovrastata per sbriciolarne ogni certezza. Così ha fatto la Errani. Attenta, ordinata, scrupolosa sin dalla prima giocata, consapevole dell’importanza di portarsi subito avanti con il punteggio.

 

Un break iniziale da parte dell’azzurra, poi una cavalcata fino al 6-2 in 33 minuti. Ma non senza lottare. Sfidando a braccio di ferro l’avversaria, specie di rovescio, variando le altezze con il diritto e aggredendo ogni qual volta ne aveva la possibilità, anche con discese a rete.

Molto simile il secondo set. Sara si porta 4 a 2, soffre un paio di game ma comunque avanza: 5-3, 6-3. L'Italia è 1 a 0. Ora tocca alla Schiavo.

 

“Mi sono sentita bene, non ho mai perso il servizio e questa è una gran cosa. Sapevo di dover stare concentrata perché lei è una giocatrice che può fare punti pazzeschi ed errori. Sono soddisfatta del match e sono molto contenta che il capitano mi abbia schierata, ma Flavia e Francesca restano di un’altra categoria, non basta un torneo ben giocato per considerarmi più forte”. Sempre umile, Sara.

 


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