Scivolate su di lei
Martedì 23 Marzo, 2010 Si chiama Mahoko ma tutti la conoscono come Banana, figlia di uno dei più importanti critici e filosofi giapponesi: Takaaki Yoshimoto. Banana ha esordito alla scrittura a ventiquattro anni con Kitchen, e pubblica un libro all'anno da almeno vent'anni. Sono romanzi brevi o racconti lunghi, dipende dalla paura che ognuno di noi ha della lunghezza o della brevità; ma le sue frasi sono essenziali e disinvolte. I temi ritornano: l'amicizia che si mescola all'amore, la solitudine che si trascina dopo una perdita e l'ignoto, il sogno, quello notturno, nero e speziato. Banana usa la prima persona e sono certa che ogni libro ci sveli sempre qualcosa di lei, ma la sua abilità sta soprattutto nella sospensione, nel racconto dell'interiorità di un personaggio attraverso la metafora del paesaggio. Ecco perché i suoi libri sono colmi di cancelli bianchi, spiagge fredde, strade silenziose e spazi illuminati. I luoghi di Banana hanno i sensi accesi e sono più espressivi di molti dialoghi. Le storie sono semplici e decorate con colpi di scena che sorprendono solo il lettore più sensibile. Amrita, Tsugumi, Lucertola, Sonno profondo, sono solo alcuni titoli, gli altri ve li ritroverete davanti al momento giusto, perché leggendo ho capito che Banana la pensa come me: i libri accadono.
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