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<title>Il mio primo libro</title>
<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 13:40:00 +0200</pubDate>
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Sofia Martini &egrave; una modella milanese di 24 anni che odia il suo lavoro e si racconta un sacco di bugie. Nella sua vita ci sono: i genitori anaffettivi, la sorella Ginevra, sedicenne cinica e co ...
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<content:encoded><![CDATA[ <p class="MsoNormalCxSpMiddle">Sofia Martini &egrave; una modella milanese di 24 anni che odia il suo lavoro e si racconta un sacco di bugie. Nella sua vita ci sono: i genitori anaffettivi, la sorella Ginevra, sedicenne cinica e colta, Gian Alfonso il praticante avvocato, Alessandro il fotografo e Paolo il libraio maledetto. Ma ci sono soprattutto le modelle: un groviglio di personalit&agrave; deviate, inutili, stanche, affamate e pericolose. Milano, Miami, Barcellona: sono le tappe del cambiamento di Sofia, scandito da una vita frenetica tra set fotografici, passerelle e incontri surreali. Sofia gira intorno a se stessa cercando sempre di sfuggirsi. Perch&eacute;, se riuscisse a prendersi, dovrebbe lasciar cadere tante cose inutili che le danno sicurezza: gli uomini, i flash dei fotografi, e la sua involontaria bellezza. Perch&eacute; Sofia Martini &egrave; cattiva e ironica, e il suo occhio implacabile si posa con la stessa precisione sul suo animo, su un corpo maschile e sulla stupidit&agrave; dei tanti che incontra. Sofia si ribella alle frivolezze della moda, che &egrave; solo una manifestazione della malattia del momento: la superficialit&agrave;. Urla l&rsquo;importanza delle emozioni, combatte contro gli sguardi spenti e va in cerca di quelle risposte che, a volte, &egrave; difficile dare anche a se stessi. </p>   <p>&nbsp;</p><p><em>Senza Tacchi, Bompiani.</em>&nbsp; <br /></p> ]]></content:encoded>
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<title>La nuova vita di Elena D.</title>
<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 12:03:00 +0200</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[ <p><font face="Times New Roman" size="3">Elena Dementieva che lascia il tennis suona&nbsp;un po' come se Giorgio Armani smettesse di disegnare. Una come Elena, con il suo senso della misura e del privato, con il sorriso generoso e la scollatura abbottonata, meritava di vincere tutto; anche quegli Slam persi per un soffio, come accadde nel 2004 alle finali di Us Open e Roland Garros. La sua pagina di Wikipedia la definisce gi&agrave; un&rsquo;ex tennista e pensare di non rivedere il suo nome tra le teste di serie mi rattrista, perch&eacute; ci sarebbero tante racchette, meno graziose, da appendere in cucina e tanti gesti inutili e superflui di cui faremmo volentieri a meno nel circuito; per&ograve; succede sempre cos&igrave;: i migliori escono di scena con uno sguardo. Ricordo gli occhi abbassati di Justine Henin che somigliavano cos&igrave; tanto&nbsp;a quelli nascosti dalla visiera del cappello di Elena a Doha. La francese &egrave; tornata, chiss&agrave; che Elena non prenda il buon esempio.</font></p> ]]></content:encoded>
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<title>Question Corner</title>
<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 10:28:00 +0200</pubDate>
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"Maria Sharapova si sposa" non suona come "Joseph Ratzinger prende lezioni di freestyle motocross"? ...
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<content:encoded><![CDATA[ <p><font size="3"><font face="times new roman,times">"Maria Sharapova si sposa" non suona come "Joseph Ratzinger&nbsp;prende lezioni di freestyle motocross</font><font face="times new roman,times">"?</font></font></p><p><font size="3" /></p> ]]></content:encoded>
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<title>La terra (rossa) trema</title>
<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 12:15:00 +0200</pubDate>
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<category>In campo</category>
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<content:encoded><![CDATA[ <p>Siamo sicuri che il Roland Garros porti bene? Negli ultimi&nbsp;quattro&nbsp;anni le vincitrici del torneo pi&ugrave; ambito (dopo Wimbledon) hanno avuto percorsi difficili: Justine Henin&nbsp;ha lasciato il tennis, Ana Ivanovic non ha pi&ugrave; superato il terzo turno, Svetlana Kuznetsova&nbsp;deve ancora eguagliare la prestazione di&nbsp;quel 6 giugno 2009&nbsp;e Francesca Schiavone ha dovuto aspettare gli Us Open per&nbsp;confermare il suo posto&nbsp;nella top ten. Una volta, sull'albo d'oro dei tornei dello slam, si potevano quasi mettere le virgolette sotto i nomi: Monica Seles, vedi sopra, vedi sopra. Stesso discorso per Steffi Graf. Ora le teste di serie non contano quasi pi&ugrave;, la classifica cambia quanto le estrazioni del superenalotto e i punti di riferimento tremano.&nbsp;Anche i&nbsp;tifosi hanno bisogno di un po' di stabilit&agrave;. </p><p>E' anche per questo che ci si stupisce se Ana Ivanovic vince un torneo come Linz, che avrebbe&nbsp;vinto con la benda sugli occhi poco pi&ugrave; di due anni fa. E tutti i giornali sportivi ne parlano; soprattutto perch&eacute; Ana &egrave; bella e allora c'&egrave; pi&ugrave; materiale: un dritto e un "bel sederino" come riporta il mio collega di blog, fanno pi&ugrave; piacere di uno smash in mezzo agli occhi. A parte i punti di vista sono felice: per Ana e per il fatto che in questi due anni, non ci abbia mai chiesto di pregare per lei.</p> ]]></content:encoded>
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<title>Punto Di Vista</title>
<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 12:25:00 +0200</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[ <p><span style="font-family: 'times new roman','serif'"><font size="+0"><span style="font-family: 'times new roman','serif'"><font size="3">Caroline Wozniacki, classe 1990, &egrave; la prima giocatrice mondiale: questa &egrave; la notizia della settimana. Dopo il torneo di Pechino, la giocatrice danese (protagonista dell&rsquo;intervista su Tennis Italiano di novembre) ha superato Venus Williams, che non torner&agrave; in campo fino al 2011. Niente di strano, gli scambi al primo posto nel tennis femminile sono frequenti quanto gli infortuni, ma c&rsquo;&egrave; un dettaglio che &egrave; al limite della follia: le dichiarazioni di Serena. </font></span></font></span></p><span style="font-family: 'times new roman','serif'"><font size="+0"><span style="font-family: 'times new roman','serif'"><font size="3">Ripercorriamo i fatti: il 7 luglio Serena era in un ristorante di Monaco di Baviera e si &egrave; ritrovata&nbsp;ad appoggiare il piede su un pezzo di vetro. La ferita &egrave; stata subito saturata, ma poi i medici sono intervenuti nuovamente sul tendine lesionato dell&rsquo;alluce. Serena &egrave; stata cos&igrave; costretta al riposo forzato,</font></span><span style="font-family: 'times new roman','serif'"><font size="3">&nbsp;impiegato, secondo la stampa internazionale, ad addolcire i suoi lineamenti con mirati ritocchi estetici. Visibili invece, sono state le apparizioni a tutti gli eventi mondani pi&ugrave; esclusivi e le campagne pubblicitarie. Dopo quasi tre mesi di stop, Serena annuncia che il suo ritorno non avverr&agrave; prima del prossimo anno e aggiunge: &ldquo;pregate per me, ne ho bisogno.&rdquo; </font></span></font></span><span style="font-family: 'times new roman','serif'"><font size="+0"><span style="font-family: 'times new roman','serif'"><font size="3"><p><span style="font-family: 'times new roman','serif'"><font size="3">Scusa Serena, ma se mai avessimo voglia di pregare, prima di te in classifica ci sarebbero: i soldati caduti in Afghanistan, i minatori in Cile, i morti in Sudan per la guerra civile, gli sfollati del Pakistan, le donne condannate a lapidazione in Iran, le persone in attesa di trapianto&nbsp;e quelle colpite da malattie mortali. Siamo sicuri che un "in bocca al lupo" andr&agrave; benissimo.</font></span></p></font></span><p class="MsoNormal">&nbsp;</p></font></span> ]]></content:encoded>
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<title>Avere o non Avere? Questo è il problema</title>
<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 17:11:00 +0200</pubDate>
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<category>Per favore no!</category>
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<content:encoded><![CDATA[ <p><font size="2"><em>I tennisti ce l'hanno perch&eacute; devono comunicare con gli amici lontani; i calciatori ce l'hanno perch&eacute; devo far&nbsp;capire in che squadra giocheranno, che gol faranno e come festeggeranno; gli attori ce l'hanno perch&eacute; devono essere idolatrati, venerati, spiati; i manager ce l'hanno per mantenere i contatti, ma gli unici contatti che dovrebbero mantenere, sono quelli con la realt&agrave;; i ragazzini ce l'hanno perch&eacute; devono parlare con i compagni di scuola, gli adulti ce l'hanno perch&eacute; li vogliono ritrovare, i compagni. Le donne ce l'hanno perch&eacute; &egrave; figo, gli uomini perch&eacute; si abborda. Ora ce l'hanno anche le aziende, le strutture pubbliche, le chiese. Ma c'&egrave; ancora qualcuno&nbsp;che non ce l'ha Facebook?</em></font></p> ]]></content:encoded>
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<title>Il giorno dopo</title>
<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 15:48:00 +0200</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[ <p><font size="2">C'&egrave; sempre un momento in cui ci si ferma;&nbsp;che sia virtuale o reale non importa, si rimane immobili. E quando si riparte si &egrave; diversi. Io cercher&ograve; di essere meno letteraria e pi&ugrave; colloquiale. Meno paurosa e pi&ugrave; quotidiana. Ci sono fatti di cui non ho parlato e di cui avrei voluto scrivere: Francesca Schiavone che si porta a casa un po' di quella&nbsp;terra rossa che tutti i tennisti vorrebbero avere sul comodino; Roger Federer che si perde nel suo talento, Maria Sharapova che non si perde mai, nelle sue dichiarazioni brillanti e superficiali; e poi c'&egrave; Caroline Wozniacki, che dalla Danimarca &egrave; arrivata alla posizione numero 2. Tutti credevano che agli US Open ce l'avrebbe fatta a scalzare la regina nera del tennis, invece no. </font></p><p><font size="2">Ieri a Londra l'ho incontrata, ho chiacchierato con la ragazza di vent'anni che si nasconde dietro alla tennista,&nbsp;con quella maschera&nbsp;di perfezione che ogni atleta&nbsp;&egrave; obbligato a&nbsp;indossare. Mi ha parlato di lei, dal primo pensiero di quando entra in campo alla prima cosa che fa quando torna a casa, e poi abbiamo giocato a tennis, abbiamo sudato molto, ma alla fine ce l'ho fatta, l'ho battuta. Nel prossimo numero di Tennis Italiano, vi spiegher&ograve; come.</font></p> ]]></content:encoded>
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<title>Black &amp; Gold</title>
<pubDate>Tue, 25 May 2010 13:19:00 +0200</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[ <p align="JUSTIFY">Oro o Carbone? Inchiostro o raggio di sole?</p> <p align="JUSTIFY">Non &egrave; una canzone, &egrave; la scelta che ogni uomo deve fare nella propria vita: bionda o mora?  </p> <p align="JUSTIFY">Le rosse sono escluse perch&eacute; piacciono sempre, con quelle lentiggini che sembrano disegnate da Klimt.  </p> <p align="JUSTIFY">Shaparova o Ivanovic?</p> <p align="JUSTIFY">Le sfumature delle donne del tennis sono ben definite, come le personalit&agrave;: gelide, mistiche, incantatrici.  </p> <p align="JUSTIFY">Le donne hanno un colore di capelli prima di avere un carattere; sono stereotipi che arrivano da  lontano. La televisione rimarca e la letteratura smentisce.</p> <p align="JUSTIFY">E poi ci sono le donne creative, o impaurite, che cambiano la loro natura e nascondono le emozioni dietro a una colata di colore. Non fidatevi di loro. </p> <p align="JUSTIFY">Ma sulla terra rossa di Parigi, di che colore vi innamorereste?</p> <p align="JUSTIFY"><br /> </p> <p align="JUSTIFY"><br /> </p>  ]]></content:encoded>
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<title>blob, blog</title>
<pubDate>Wed, 12 May 2010 12:43:00 +0200</pubDate>
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Le 10 cose che fanno pi&ugrave; incazzare della tv italiana: 	Chiunque parli di s&eacute; in terza 	persona (succede spesso nei confessionali dei reality show) 	Gli stranieri che nonostante gli 	an ...
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<content:encoded><![CDATA[ <p>Le 10 cose che fanno pi&ugrave; incazzare della tv italiana:</p> <p><br /> </p> <ol> 	<li><p>Chiunque parli di s&eacute; in terza 	persona (succede spesso nei confessionali dei reality show)</p> 	</li><li><p>Gli stranieri che nonostante gli 	anni passati in tv non hanno ancora imparato l'italiano e gli 	italiani che non hanno mai studiato l'italiano</p> 	</li><li><p>I jingles delle trasmissioni  	</p> 	</li><li><p>Le dichiarazioni dei politici</p> 	</li><li><p>Gli opinionisti senza opinioni  	</p> 	</li><li><p>Le morti e le reincarnazioni dei 	personaggi storici delle soap</p> 	</li><li><p>Le non-notizie dei telegiornali  	</p> 	</li><li><p>I pacchi</p> 	</li><li><p>Il dito puntato alla camera delle 	annunciatrici rai</p> 	</li><li><p>I bambini prodigio che cantano, i vip che ballano, i quasi vip che fingono di 	sopravvivere e&nbsp;i guinness dei primati</p> </li></ol>  ]]></content:encoded>
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<title>K.</title>
<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 10:34:00 +0200</pubDate>
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E' oscura Agota, come il suo nome; come la citt&agrave; di K, mai descritta, ma cos&igrave; nitida. Lei &egrave; ungherese ma si esprime in francese, con grande sorpresa dei francesi che a met&agrave ...
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<category>Leggere, scrivere, raccontare</category>
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<content:encoded><![CDATA[ <p align="JUSTIFY"><font face="'Times New Roman', serif" style=""><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "> </span></font></p><font face="'Times New Roman', serif" style=""><p align="JUSTIFY"><font face="Verdana, serif" style=""><font size="1" style="font-size: 8pt; "><font face="Times New Roman, serif" style=""><font size="3" style=""><em>E' oscura Agota, come il suo nome; come la citt&agrave; di K, mai descritta, ma cos&igrave; nitida. Lei &egrave; ungherese ma si esprime in francese, con grande sorpresa dei francesi che a met&agrave; degli anni ottanta, quando usc&igrave; il romanzo, rimasero folgorati e lo fecero conoscere ad altri trenta paesi. Due protagonisti: Lucas e Klaus. Due gemelli, due specchi. Uniti poi divisi, in tre parti: Il grande quaderno, La prova, La terza menzogna. Agota &egrave; brava perch&eacute; non spiega, agisce. La sua &egrave; una scrittura affilata e appassionante, perch&eacute; non vuole insegnare nulla, lascia decidere al lettore, e poi capovolge qualsiasi congettura. Le pagine sono piene di punti. Frasi brevi. Poesie crudeli che non respirano. E noi con loro. Leggiamo sott'acqua. Nuotiamo in un mondo congelato. Deformato ma reale. Il meccanismo perverso della lettura si mette in moto dalle prime righe, e non si pu&ograve; arrestare, come succede con quei romanzi d'appendice. Anche questa &egrave; una favola, ma cos&igrave; nera da mascherare le vie di fuga, e quando ve ne sarete accorti sar&agrave; troppo tardi.&nbsp;Se avete freddo copritevi, se avete paura chiamate qualcuno, tenetevi per mano, e provate a entrare nella citt&agrave; di K.</em></font></font></font></font></p><p align="JUSTIFY"><em>Trilogia della citt&agrave; di K, Agota Kristof, Einaudi&nbsp;</em></p><p align="JUSTIFY">&nbsp;</p><p align="JUSTIFY">&nbsp;</p> </font><p>&nbsp;</p>  ]]></content:encoded>
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<title>Becoming a player, Rafa</title>
<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 14:46:00 +0200</pubDate>
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Rafael Nadal Parera, classe 1986 e ultimo vincitore del torneo di Monte Carlo. Se volete diventare come lui, ecco cosa dovete fare. 	Trovare un soprannome elegante 	tipo Toro Scatenato 	Predilige ...
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<content:encoded><![CDATA[ <p><em>Rafael Nadal Parera</em>, classe 1986 e ultimo vincitore del torneo di Monte Carlo. Se volete diventare come lui, ecco cosa dovete fare.  </p> <p><br /> </p> <ol> 	<li><p>Trovare un soprannome elegante 	tipo Toro Scatenato</p> 	</li><li><p>Prediligere pantaloni a 	pinocchietto, canotte e mutande scomode</p> 	</li><li><p>Farsi dedicare un asterioide</p> 	</li><li><p>Portarsi a letto Shakira, ma solo 	in video</p> 	</li><li><p>Evitare di imparare una lingua 	straniera diversa dalla propria  	</p> 	</li><li><p>Fare riscaldamento prima di 	giocare a calcio, alla Playstation</p> 	</li><li><p>Contestare furiosamente anche Il 	falco</p> 	</li><li><p>Chiamare il fisioterapista in 	campo per un boccone di banana che non ha percorso la giusta via</p> 	</li><li><p>Mordere ogni trofeo per assicurarsi che non sia fatto di pasta frolla</p> 	</li><li><p>Vincere Wimbledon andando a rete<span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; ">&nbsp;una volta sola.&nbsp;</span></p> </li></ol>  ]]></content:encoded>
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<title>From Paris with love</title>
<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 14:54:00 +0200</pubDate>
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Leggere e leggere la letteratura sono due cose diverse: leggiamo mail, biglietti da visita, graffiti, articoli, racconti, poesie e romanzi. Leggere la letteratura &egrave; come afferrare la grana del ...
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<content:encoded><![CDATA[ <p align="JUSTIFY"><em> </em></p><em><p align="JUSTIFY"><span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; ">Leggere e leggere la letteratura sono due cose diverse: leggiamo mail, biglietti da visita, graffiti, articoli, racconti, poesie e romanzi. Leggere la letteratura &egrave; come afferrare la grana della carta, decifrare un programma, o entrare nel pigmento del colore che ha dipinto una scritta sul muro di una ferrovia. Leggere la letteratura &egrave; vedere di che materia &egrave; fatta una rima. Alcuni la chiamano meta-narrativa, altri meta-noia-narrativa, ma chiunque sia stato stato sedotto da quegli incastri di parole che a volte diventano libri, deve leggere <em>The Paris Review, Il libro</em>.  </span></p> <p align="JUSTIFY">Paris Review<span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "> &egrave; la rivista letteraria&nbsp;pi&ugrave; prestigiosa&nbsp;del mondo, &egrave; nata nel 1953 a Parigi e ora ha sede a New York, ma continua a raccogliere le parole di scrittori e poeti contemporanei. In Italia, lo scorso luglio, usc&igrave; il primo dei quattro libri di sole interviste, oggi &egrave; arrivata un'antologia che mescola pi&ugrave; generi e pi&ugrave; scrittori.</span></p> <p align="JUSTIFY"><span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; ">Lo sapevate che Hemingway scriveva in piedi? O che Borges era un appassionato di Emilio Salgari? </span></p><p align="JUSTIFY"><span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; ">Dietro l'opera di ogni scrittore c'&egrave; un mondo di coincidenze autobiografiche che vale la pena di visitare. &nbsp;&nbsp;</span></p> </em><p>&nbsp;</p><p align="JUSTIFY">&nbsp;</p><p align="JUSTIFY"><em>&nbsp;</em> </p>  ]]></content:encoded>
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<title>Becoming a player, Andy</title>
<pubDate>Tue, 6 Apr 2010 12:54:00 +0200</pubDate>
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E' l'ultimo vincitore del master di Miami, &egrave; americano ed &egrave; stato anche numero uno al mondo. Si chiama Andrew Stephen Roddick. Ecco le dieci mosse per diventare come lui. 	Trovare un ...
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<content:encoded><![CDATA[ <p>E' l'ultimo vincitore del master di Miami, &egrave; americano ed &egrave; stato anche numero uno al mondo. Si chiama <em>Andrew Stephen Roddick</em>. Ecco le dieci mosse per diventare come lui.&nbsp;</p> <p><br /> </p> <ol> 	<li><p>Trovare un soprannome da cartone 	animato tipo A-Rod  	</p> 	</li><li><p>Portare sempre un cappellino in 	campo - per sistemarlo continuamente - e un paio di Ray-Ban 	fuori dal campo</p> 	</li><li><p>Comprare un cane, chiamarlo Billie 	Jean King e vestirlo con abiti sportivi  	</p> 	</li><li><p>Produrre una linea di intimo con il 	proprio nome scritto sulle parti intime</p> 	</li><li><p>Sfogliare una rivista tipo Sport Illustrated, 	scegliere una delle modelle bionde in bikini, contattare il suo agente, 	incontrarla e sposarla</p> 	</li><li><p>Imparare a cucinare solo uova al 	tegamino</p> 	</li><li><p>Scambiare le conferenze stampa per 	talk show americani</p> 	</li><li><p>Partecipare a tutti i talk show 	americani credendo che siano conferenze stampa</p> 	</li><li><p>Rivolgere frasi ironiche ai giudici di sedia per insultarli velatamente</p> 	</li><li><p>Arrivare tre volte in finale a 	Wimbledon e non vincere mai</p> 	<p>&nbsp;</p> </li></ol>  ]]></content:encoded>
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<title>Scivolate su di lei</title>
<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 16:04:00 +0200</pubDate>
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Si chiama Mahoko ma tutti la conoscono come Banana, figlia di uno dei pi&ugrave; importanti critici e filosofi giapponesi: Takaaki Yoshimoto. Banana ha esordito alla scrittura a ventiquattro anni con ...
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<category>Leggere, scrivere, raccontare</category>
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<content:encoded><![CDATA[ <address>&nbsp;</address><address><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">Si chiama Mahoko ma tutti la conoscono come Banana, figlia di uno dei pi&ugrave; importanti critici e filosofi giapponesi: Takaaki Yoshimoto. Banana ha esordito alla scrittura a ventiquattro anni con </span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">Kitchen, </span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">e</span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "> </span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">p</span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">ubblica un libro all'anno da almeno vent'anni. Sono romanzi brevi o racconti lunghi, dipende dalla paura che ognuno di noi ha della lunghezza o della brevit&agrave;; ma le sue frasi sono essenziali e disinvolte. I temi ritornano: l'amicizia che si mescola all'amore, la solitudine che si trascina dopo una perdita e l'ignoto, il sogno, quello notturno, nero e speziato. Banana usa la prima persona e sono certa che ogni libro ci sveli sempre qualcosa di lei, ma la sua abilit&agrave; sta soprattutto nella sospensione, nel racconto dell'interiorit&agrave; di un personaggio attraverso la metafora del paesaggio. Ecco perch&eacute; i suoi libri sono colmi di cancelli bianchi, spiagge fredde, strade silenziose e spazi illuminati. I luoghi di Banana hanno i sensi accesi e sono pi&ugrave; espressivi di molti dialoghi. Le storie sono semplici e decorate con colpi di scena che sorprendono solo il lettore pi&ugrave; sensibile. </span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">Amrita</span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">, </span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">Tsugumi</span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">, </span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">Lucertola</span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">, </span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">Sonno</span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "> </span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">profondo</span></font></font></font></font><font><font><font><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style- span" style="font-size: medium; ">, sono solo alcuni titoli, gli altri ve li ritroverete davanti al momento giusto, perch&eacute; leggendo ho capito che Banana la pensa come me: i libri accadono.</span></font></font></font></font></address> <address><font face="'times new roman', times"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">&nbsp;</span></font></address>  ]]></content:encoded>
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<title>Seminario sulla mediocrità</title>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 15:05:00 +0200</pubDate>
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Aldo Busi all&rsquo;isola dei famosi &egrave; poesia pura, riesce a travestire gli insulti da complimenti e parla di spiritualit&agrave;, psicologia, letteratura e arte, come se fosse nel soggiorno di ...
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<content:encoded><![CDATA[ <p><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman','serif'">Aldo Busi all&rsquo;isola dei famosi &egrave; poesia pura, riesce a travestire gli insulti da complimenti e parla di spiritualit&agrave;, psicologia, letteratura e arte, come se fosse nel soggiorno di casa sua. Sull&rsquo;isola sono tutti poveri, non hanno il cerone che li nasconde, n&eacute; un copione da leggere eppure Busi &egrave; ricco di metafore, allegorie, paradossi. Gli altri, nella loro mediocrit&agrave; impudica, lo escludono perch&eacute; lui li provoca e dice loro cose scomode, quelle che vanno a toccare le parti di noi che ci rifiutiamo di vedere. Lo insultano, lo nominano, lo accusano e come tutti gli stolti, scambiano la genialit&agrave; con l&rsquo;onnipotenza. </span></p><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman','serif'">Sarebbe divertente avere un&rsquo;isola dei tennisti, con la Sharapova che tira i capelli alla Jankovic per un pezzo di cocco, Nadal che tenta di prendere un pesce senza riuscirci e Roger che pulisce meticolosamente il suo tappetino per il sole. </span><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman','serif'"><p><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman','serif'">Secondo voi,&nbsp;esisterebbe un Aldo Busi anche per loro?</span></p></span> ]]></content:encoded>
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<title>Spirali </title>
<pubDate>Wed, 3 Mar 2010 12:48:00 +0200</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[ <p align="JUSTIFY">Ogni categoria ha le sue interruzioni: il blocco dello scrittore, del pittore, del compositore e anche del lettore. Ma nessuno ha mai parlato del blocco del tennista. Come quando sei sopra di un set con un break e al momento di servire non entra pi&ugrave; la prima, il dritto esce di scena e il back vola via come fosse arrivato da un altro pianeta. E allora cominci a perdere il game e dici: &ldquo;non importa&rdquo;, ma poi finisci 4 pari e il pensiero di andare al terzo &egrave; attraente quanto un sequestro di persona; perch&eacute; fa caldo, perch&eacute; sulla terra rossa prima di fare un punto ci vogliono due anni, e perch&eacute; senti tirare quel maledetto aduttore che hai trascurato. E cos&igrave; si entra nella spirale delle auto-promesse: &ldquo;giuro che se vinco in due set  domani vado dal fisio&rdquo;, &ldquo;giuro che faccio un'ora di stretching tutti i giorni per almeno due settimane&rdquo;, &ldquo;giuro che faccio tre cesti di servizio&rdquo;, &ldquo;giuro.&rdquo; Ma il dritto continua a uscire di tre metri e se provi a dargli un po' di top in pi&ugrave; ti arriva a met&agrave; campo. E intanto &egrave; set point per l'altro e dopo i giuramenti arrivano le parolacce.</p><p align="JUSTIFY">Margaret Atwood, nel suo decalogo per il blocco dello scrittore, invita l'autore a uscire per una passeggiata. Nel tennis non possiamo chiedere di fare il giro del circolo. E allora che fare?</p>  ]]></content:encoded>
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<title>L&#8217;importanza di essere un tennista</title>
<pubDate>Mon, 1 Mar 2010 11:07:00 +0200</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[ <p align="JUSTIFY"><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', times; "><font color="#000000"><font face="TimesNewRomanPSMT, serif"><font><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">Con quel nome evocativo e quei lineamenti da Dorian Gray, Ernests Gulbis avrebbe riempito i teatri inglesi se solo i poeti l'avessero visto giocare. Il 2010 non ha nulla di vittoriano, se non qualche abito in stile gotico delle Williams nelle occasioni importanti (e la riedizione dell'opera completa di Anthony Trollope); ma &egrave; proprio il tennista lettone a restituirci un po' di quell'aria di rinnovamento che portano le arti, tennistiche in questo caso. Perch&eacute; Ernests, con quell'armonia di gioco creata dall'alternarsi di tocco e potenza, ha cominciato a farsi notare, mettendo in difficolt&agrave; Federer a Doha, nei quarti e poi in semifinale a Memphis contro Sam Querrey, fino al torneo americano di </span></font></font></font><font color="#2b2b2b"><font face="TimesNewRomanPSMT, serif"><font><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">Delray Beach dove non perde neanche un set e batte Karlovic lasciandogli solo cinque game.</span></font></font></font></span></p><font face="'times new roman', times" style=""> <p align="JUSTIFY"><font color="#2b2b2b"><font face="TimesNewRomanPSMT, serif"><font><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">Gulbis, classe 1988, &egrave; lettone. Il padre ex cestista ora businessman e la madre attrice, lo hanno educato allo sport fin da piccolo, grazie anche alla passione per il basket del nonno paterno. Ernests inizi&ograve; a giocare a cinque anni, a dodici partecip&ograve; alle principali competizioni europee, a quindici divent&ograve; professionista e venne convocato in Davis. A diciotto vinse i suoi primi tre challenger e oggi, a ventidue anni arriva il primo successo importante che gli permette di raggiungere la posizione numero 45 della classifica ATP. Parla quattro lingue, gli piacciono la letteratura e i film classici; segue il calcio, il basket e l'hockey. C'&egrave; solo un'imperfezione nel suo passato da 'tennista della porta accanto', qualche notte scapestrata nelle vie di Stoccolma finita con un giro in commissariato e una multa; ma siamo sicuri che Oscar Wilde sarebbe stato fiero del suo Ernesto comunque.&nbsp;</span></font></font></font></p> </font><p><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; ">&nbsp;</span></p>  ]]></content:encoded>
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<title>Contrari. Parte prima</title>
<pubDate>Mon, 8 Feb 2010 16:39:00 +0200</pubDate>
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Cerco di evitare le librerie nel fine settimana; sono affollate di non lettori, quelli che fanno le vasche in centro perch&eacute; devono sfoggiare gli ultimi acquisti. I lettori veri, nel week-end, l ...
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<category>Leggere, scrivere, raccontare</category>
<dc:creator>lasmorzata</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[ <p><font face="Times New Roman, serif" style=""><font size="3" style="">Cerco di evitare le librerie nel fine settimana; sono affollate di non lettori, quelli che fanno le vasche in centro perch&eacute; devono sfoggiare gli ultimi acquisti. I lettori veri, nel week-end, leggono. Sabato scorso per&ograve; non ho potuto evitare e cos&igrave; ho osservato i non lettori che fingono di esserlo e leggono solo contrari: i libri da non comprare.</font></font></p><p><font face="Times New Roman, serif" style=""><font size="3" style="">&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; </font></font></p><p><font face="Times New Roman, serif" style=""><font size="3" style="">&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;1. </font><font size="3"><em>Le 	perfezioni provvisorie</em></font><font size="3" style="">, Gianrico Carofiglio, Sellerio</font></font></p><p><font face="Times New Roman, serif" style=""><font size="3" style="">Nell'ultimo 	lavoro di Carofiglio, sia lo scrittore che il protagonista hanno 	perso l'orientamento: il primo, di come si scrive un romanzo, il 	secondo, di come ci si comporta. La trama che per definizione 	dovrebbe contenere un intreccio, &egrave; sfilacciata e povera, le trovate 	narrative sono contrarie alle indicazioni di qualsiasi manuale di 	scrittura creativa e i personaggi, Guido Guerrieri compreso, hanno 	una personalit&agrave; ridicola. Se volete leggere Carofiglio, fermatevi 	ai primi tre libri della saga.</font></font></p><p><font face="Times New Roman, serif" style=""><font size="3" style="">&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</font></font></p><p><font face="Times New Roman, serif" style=""><font size="3" style="">&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 2. </font><font size="3"><em>Zia 	Mame</em></font><font size="3" style="">, Patrick Dennis, Adelphi</font></font></p><p><font face="Times New Roman, serif" style=""><font size="3" style="">Adelphi 	non sbaglia mai, eppure scorrendo le pagine di questo romanzo si ha 	l'impressione di non arrivare mai al riso e dopo qualche capitolo, 	la teatralit&agrave; di Zia Mame stanca, come la trama.</font></font></p><p><font face="Times New Roman, serif" style=""><font size="3" style="">&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</font></font></p><p><font face="Times New Roman, serif" style=""><font size="3" style="">&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 3. </font><font size="3"><em>Pastorale 	Americana</em></font><font size="3" style="">, Philip Roth, Einaudi</font></font></p><p><font face="Times New Roman, serif" style=""><font size="3" style="">Roth 	&egrave; venerato dai lettori, corteggiato dai critici e insignito di 	premi (come il Pulitzer proprio per questo romanzo), forse perch&eacute; &egrave; 	un maestro nel girare le frasi, mettere le parentesi al posto giusto 	e non calpestare mai la linea sottile tra poesia e scrittura 	intellettuale, ma i temi ritornano e stancano: la cultura ebraica 	americana, le famiglie imperfette, le scoperte inattese, i rapporti 	padri-figli, i ricordi sopiti e le lunghe lunghissime digressioni. 	La lettura &egrave; anche la piacevolezza di mettere un tassello sopra 	l'altro per arrivare a una conclusione; Roth, ogni tanto si perde.</font></font></p> <p><br /> </p>  ]]></content:encoded>
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<title>Sinonimi. Parte seconda </title>
<pubDate>Wed, 3 Feb 2010 11:39:00 +0200</pubDate>
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I libri non sono forse il pi&ugrave; bel rischio che possiamo prendere? Eccone altri tre: 1. Norwegian Wood, Tokyo Blues di Haruki Murakami, Einaudi Murakami ha nella scrittura tutta la grazia ...
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<category>Leggere, scrivere, raccontare</category>
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<content:encoded><![CDATA[ <p><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', serif; font-size: medium; ">I libri non sono forse il pi&ugrave; bel rischio che possiamo prendere? </span></p><p><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', serif; font-size: medium; ">Eccone altri tre:</span></p> <p><font face="Times New Roman, serif"><font size="3"><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="2" style=""><span class="Apple-style-span" style="font-size: 10px; ">&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; </span></font><em>1. Norwegian Wood, Tokyo Blues&nbsp;</em>di<em>&nbsp;</em></font></font><font face="Times New Roman, serif"><font size="3">Haruki Murakami, Einaudi</font></font></p> <p align="JUSTIFY"><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', serif; font-size: medium; ">Murakami ha nella scrittura tutta la grazia dell'oriente, sia quando entra nel  mondo onirico della favola, sia quando si aggrappa alla realt&agrave;, come in questo romanzo, per raccontare le paure che impediscono alle persone di essere se stesse. E lo fa come dovrebbe farlo ogni scrittore: cerca parole semplici per raccontare emozioni complesse.</span></p> <p><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', serif; font-size: medium; "><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="2" style=""><span class="Apple-style-span" style="font-size: 10px; ">&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</span></font></span></p><p><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', serif; font-size: medium; "><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="2" style=""><em>&nbsp;&nbsp; &nbsp;</em>&nbsp;2.<em>&nbsp;</em></font></span><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="2" style=""><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', serif; font-size: medium; "><em>Avventure della ragazza cattiva</em> di Mario Vargas Llosa, Einaudi&nbsp;</span></font></p><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="2" style=""><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="2" style=""><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="2" style=""> <p align="JUSTIFY"><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', serif; font-size: medium; ">L'amore, quando &egrave; malato, ha un fascino particolare in prosa, perch&eacute; ci si ritrova sempre nei suoi perfidi schemi che ritornano e ci rendono prigionieri di qualcosa da cui non riusciamo a liberarci. Vargas Llosa ci insegna che ognuno di noi, almeno una volta nella vita &egrave; scappato, si &egrave; pentito e ha fatto il cattivo.</span></p> <p align="JUSTIFY"><br /> </p> <p align="JUSTIFY"><font color="#000000"><font face="Verdana, serif"><font size="1" style="font-size: 8pt; "><font face="Times New Roman, serif"><font size="3"><em>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;3. Teoria e pratica di ogni cosa</em> di Marisha Pessl, Bompiani</font></font></font></font></font></p> <p align="JUSTIFY"><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', serif; font-size: medium; ">La farfalla Cassius Blue d&agrave; il nome a Blue Van Meer, la lentigginosa protagonista di questo libro a met&agrave; tra il giallo e il romanzo di formazione. La scrittura di Marisha Pessl &egrave; accurata, intellettuale, ironica e piena di parentesi che lasciano&nbsp;spazio a numerosi rimandi letterari, cinematografici e musicali.&nbsp;E nonostante l'affollamento di personaggi dinamici e originali, la domanda che invita il lettore a non smettere di leggere &egrave;: chi &egrave; Hanna Schneider?</span></p> <p align="JUSTIFY"><br /> </p> <p align="JUSTIFY"><br /> </p> </font></font></font> ]]></content:encoded>
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<title>Ritorno al presente </title>
<pubDate>Mon, 1 Feb 2010 10:07:00 +0200</pubDate>
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All'inizio di ogni Slam a Andy Murray viene fatta la stessa domanda: la Gran Bretagna aspetta una vittoria da 74 anni, sar&agrave; la volta buona?Il presente, nel tennis, dura meno del tempo di pronun ...
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<content:encoded><![CDATA[ <p><font face="arial, helvetica, sans-serif"><span class="Apple-style-span" style="font-size: small; ">All'inizio di ogni Slam a Andy Murray viene fatta la stessa domanda: la Gran Bretagna aspetta una vittoria da 74 anni, sar&agrave; la volta buona?<br /><br />Il presente, nel tennis, dura meno del tempo di pronunciarlo; perch&eacute; il futuro &egrave; pi&ugrave; importante. Perch&eacute; tutto &egrave; proiettato nella dimensione delle possibilit&agrave;: la possibilit&agrave; che le giovani tenniste maturino, le vecchie si stanchino e alcune ritornino. La possibilit&agrave; che Nadal si rimetta in forma, che Djokovic cambi testa, che Hewitt si esalti di meno e giochi di pi&ugrave;; che Maria sfili di meno e si alleni di pi&ugrave;. Alla gente piace stare in bilico tra il ricordo e la proiezione; perch&eacute; con il presente bisogna fare i conti, ma con il futuro si pu&ograve; giocare. Inizia un torneo e si parla gi&agrave; della finale. Roger entra in campo e i telecronisti commentano gi&agrave; il turno successivo. Roger vince? E allora gli si chiede di pensare allo slam, di prendere la calcolatrice e risolvere l'equazione dei prossimi record, di immaginarsi nel futuro e guardarsi vincere, ancora.<br /><br />Serena Williams dice che potrebbe eguagliare le vittorie di Billi Jean, Davydenko dice che vorrebbe essere veloce come la Playstation 4, la Azarenka dice che quando si arrabbier&agrave; di pi&ugrave; vincer&agrave; pi&ugrave; partite. Einstein invece diceva: &ldquo;Non penso mai al futuro. Arriva cos&igrave; presto&rdquo;. Forse dovremmo farlo anche noi. &nbsp;</span></font></p>  ]]></content:encoded>
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