Tranquilli, è tutto sotto controllo

Giovedì 25 Giugno, 2009

Queste le parole, non prive di ironia, utilizzate da Roger Federer per rasserenare i giornalisti inglesi in apprensione per le sorti del loro protetto, uno scozzese al centro del delirio mediatico ormai da domenica 14 giugno, giorno del trionfo al Queen’s. Non c’è un mezzo di informazione che non parli di lui, tutti i più ; importanti opinionisti e le celebrità presenti a Wimbledon vengono scomodate di continuo sull’argomento. Basta che un avversario, come il Kendrick del suo primo turno, osi strappargli un set per far piombare nel terrore un paese intero. E’ normale che sia Roger che Djokovic rimandano un po’ esterrefatti dalla preoccupazione che emerge da alcune domande poste loro dai colleghi d’oltremanica.

Insomma a Wimbledon imperversa la Murraymania. Televisione e radio passano spot che hanno Murray come testimonial in tutte le salse. Gli inglesi ce la stanno mettendo tutta per scalfire la tranquillità di un duro come Andy. Per qualcuno, questo e’ il modo in cui i britannici servono i loro eroi. Intessono tele di aspettative prima di spedirli sul centrale per affrontare quella che rimane la sfida individuale più dura dello sport britannico. In tanti continuano a sperticare lodi al britannico. Su tutti Borg che si detto sicuro di come Andy sia ormai pronto a vincere uno Slam considerandolo il suo favorito per Wimbledon. Verrebbe da dire“No pressure, then”, una frase che Tim Henman ha sentito più di una volta nei suoi sfortunati assalti allo slam di casa. Oggi lo scozzese se la vedrà con un tennista potenzialmente pericolosissimo come Ernests Gulbis, ma per adesso rimasto quasi del tutto inespresso. Il lettone, che lo scorso anno al Queen’s diede non poco filo da torcere ad Andy arrendendosi solo 6-4 al terzo, non vince 2 partite di fila dal weekend di Davis di Montecatini contro l’Italia, nel settembre scorso. Difficile che possa riuscire ad invertire questa tendenza proprio contro lo scozzese. Basterà, però, solo strappargli un break per creare nei sudditi della regina un allarmismo a dir poco esagerato…

PS: Una curiosità relativa alla Larcher de Brito, avversaria della nostra Schiavone. Qui i giornali e le televisioni non hanno perso tempo e si sono sbizzarriti nel misurare l’intensità e la durata delle sue urla (per il"Sun", Michelle guida la graduatoria delle urlatrici con 109 decibel, a seguire la Sharapova con un primato di 103 decibel; nettamente distaccate Venus e Serena, appaiate a quota 90), tralasciando il fatto che il peperino lusitano, oltre a rappresentare uno straordinario talento tennistico, sia una ragazza  dalla prontezza di spirito e dall’intelligenza difficilmente riscontrabili in una tennista di quella età, così come ha confermato Francesca Schiavone al termine del suo vittorioso match. Ebbene tra le tante campionesse interpellate sulla questione, si è espressa in maniera negativa, tra le altre, anche la ex numero uno del ranking mondiale, Tracy Austin. La BBC, poco dopo l’intervista alla Austin ha mandato in onda un servizio con la cronistoria di gemiti e delle urla, inaugurata proprio… dalla Austin!

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