Niente da perdere
Giovedì 25 Febbraio, 2010Quante volte sentiamo dire da un giocatore: 'domani non ho niente da perdere'. In realtà è così?
Un paio di esempi che riguardano partite che si sono giocate negli ultimi due giorni.
La prima è Murray v Tipsarevic. Probabilmente il serbo è entrato in campo pensando di avere qualche chance (era 2-3 nei confronti diretti) ma, allo stesso tempo, ha potuto giocare, inizialmente, a braccio sciolto. Tatticamente Tips non soffre Murray: il rovescio in back lo riesce a gestire piuttosto bene e lo scozzese gli dà spesso la possibilità di comandare gli scambi. Vengo al punto: Tips si porta avanti di un break nel 3° set, prima 3-0 e poi 4-1. Al cambio di campo cosa può aver pensato? 'Continua a giocare tranquillo tanto non hai niente da perdere' oppure 'questa partita la posso vincere'. Sul 4-1 DEVE credere di poter vincere e questa speranza E' quello che in quel momento ha da perdere. Sino a quando non riesci a conquistarti la possibilità di vincere puoi giocare tranquillo ma una volta afferrata il discorso cambia. E di tanto. Tips è stato fenomenale a non abbattersi dopo aver mancato un match-point sul 5-3 e sul 5-4, quando la speranza si stava dissolvendo, è riuscito a infilare tre punti di fila dal 30-15 e a chiudere l'incontro.
La sera precedente Fognini è sceso in campo contro Verdasco in una situazione simile a quella di Tipsarevic. Non aveva però il conforto dei precedenti (una sconfitta nell'unica sfida). Indubbiamente niente da perdere. Pronti via (non ho visto l'incontro ma ho seguito il live) Fognini vola sul 6-2 perdendo sei punti al servizio e sfruttando i SEI doppi di Verdasco per strappargli la battuta due volte. In avvio di 2° set il ligure ha le possibilità per prendere subito un vantaggio ma non le sfrutta. Saranno 6 le palle break mancate nel parziale, due consecutive sul 3-3. Arrivati sul 4-5, immancabile, il break. A quel punto ho spento il Mac e me ne sono andato a letto; il risultato del 3° era già scritto: al massimo 2 game.
Cosa avrebbe dovuto pensare Fognini alla fine del 2° set durante al cambio di campo: 'sono al 3° contro la 1a testa di serie in un torneo 500, giochiamocela, tanto NON HO NIENTE DA PERDERE'. Invece, aveva avuto la possibilità di vincere e, ora, l'aveva persa.
Purtroppo, l'incapacità di giocarsi TUTTI i punti, dall'inizio alla fine di un incontro, è uno dei motivi principali per il quale i giocatori italiani ottengono meno di quanto dovrebbero. Sarebbe fondamentale imparare dai propri errori ma, la prossima volta che Fognini si ritroverà in una situazione simile di punteggio, perderà il 3° 6-0?
A proposito di rimonte. Ieri sera sono andato a dormire sul 4-0 Gasquet al 3° con Almagro. Come diavolo ha fatto perdere. Sta diventando peggio di Mathieu!!!
Concludo con il seguente pensiero: sino a una settimana fa anche io non avevo niente da perdere. La Roma faceva il suo tranquillo campionato, poteva arrivare terza ed ero più che felice. Ora che fanno? Continuano a vincere, l'Inter fa 3 punti in 3 partite e, all'improvviso, ho qualcosa da perdere: la speranza di accorciare ulteriormente. E cosa comporta? Che questa notte mi sono svegliato con l'immagine di Rosetti che, nuovamente, ha dato una piccola mano al Milan (non mi sono dimenticato della partita di San Siro). Ho appena sfogliato le 140 pagine di 'Laws of the Game' che si trova sul sito della FIFA ma non ho trovato la soluzione (anche perché NON esiste la regola del vantaggio). Ovvero, se anche Rosetti avesse deciso di applicare il vantaggio nell'azione che ha coinvolto Montolivo e Thiago Silva poteva/doveva assegnare il rigore nel caso i viola non avessero realizzato il gol. In passato, ricordo, un rigore assegnato alla Juventus in circostanze analoghe (mi pare contro la Lazio, qualche anno fa).
Ho guardato bene ora l'azione: Rosetti fa segno a Montolivo con il braccio sinistro di rialzarsi. Altro che vantaggio!
'Niente da perdere' - che gran BUFALA!
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