Ecco perchè Nadal non sorrideva più
Mercoledì 24 Giugno, 2009di Giorgio Spalluto
Era nell'aria già da tempo, adesso è ufficiale: i genitori del numero 1 del mondo si separano. Perché è importante questa notizia che di per sé potrebbe essere relegata a una breve, magari di pertinenza di un giornale gossipparo? Innanzitutto bisogna fare un passo indietro e tornare a Miami, alla conferenza stampa immediatamente successiva alla sconfitta con Juan Martin Del Potro, nei quarti di finale. L’epilogo di quel match fu indubbiamente abbastanza singolare, non tanto per la sconfitta in parte giustificata dal valore dell’avversario, quanto dall’inconsueta arrendevolezza di Rafa, in vantaggio di 2 break nel terzo set.
Subissato dalle domande dei giornalisti che gli chiedevano il motivo di una tale controprestazione, Rafa rispose: “Always is a reason because you are not playing at your level during the tournament… Always is a reason, but it's personal.”
Su quel “personal” molti cominciarono a fantasticare sulle possibili ragioni del malessere del maiorchino, ovviamente puntando il dito sulla relazione con la bella e riservata Xisca. In realtà, già nel successivo Master1000 di Montecarlo i rumors relativi ad alcuni problemi all’interno del nucleo familiare si erano fatti sempre più insistenti. Lo spagnolo sembrava effettivamente un po’ più spento, meno gioviale e giocherellone del solito. Malgrado lo straordinario filotto Montecarlo-Barcellona-Roma, il gioco di Rafa non era sembrato trascendentale come quello che lo aveva portato a distruggere Federer sulla terra di Parigi lo scorso anno, in una finale a dir poco dominata.
Insomma, l’impressione è che il “Nino” di Manacor abbia comunque risentito in questi mesi di una situazione familiare ingarbugliata e di difficile gestione anche per via del rapporto strettissimo con lo zio (Toni) del padre. Era inevitabile che un ragazzo sensibile come lui non potesse lasciarsi cadere tutto addosso come se nulla fosse.
Probabilmente è anche pe r questo che lo spagnolo ha sempre puntualizzato dopo le, pur po che, sconfit te subite di recente, come le tragedie siano altre, concetto ribadito anche nella conferenza in cui venerdì scorso ha annunciato con la morte del cuore, la rinuncia a difendere il suo titolo qui a Wimbledon.
Il fatto che si continui a parlare di Nadal, oltre che testimoniare l’enorme vuoto lasciato dal maiorchino nel torneo, conferma come gli argomenti su cui dibattere siano francamente pochini. Certo Murray ha balbettato per 2 set, ma questo non stupisce vista l’enorme pressione piombatagli addosso, dopo il successo al Queen’s. Dei 3 tenori che presidiano il primo quarto di tabellone, Roddick, Del Potro e Hewitt, e da cui uscirà l’avversario di Murray in semifinale, solo l’americano ha ceduto un set a Chardy. Safin ha chiuso in “bellezza” la sua carriera londinese, sconfitto dall’americano di origine canadese Jesse Levine. Con questa sconfitta, che va ad aggiungersi alle altre perle di questo suo indecoroso tour di addio, il russo precipiterà in classifica visto che era chiamato a difendere i punti della semifinale del 2008. Speriamo che la giornata di mercoledì, ci offra degli spunti più interessanti, anche se l’inspiegabile programmazione del match tra Cilic e Querrey sul Centrale, non promette nulla di buono
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