Andreas e Simone fratelli d’Italia (anche in Davis)

Martedì 23 Giugno, 2009

L’impresa del giorno, per quanto riguarda Casa Italia, è la vittoria di Seppi sul favorito numero 17, James Blake, la testa di serie più alta ad uscire (Feliciano Lopez, l’altro “seed” eliminato ). Adesso Andreas, dopo tanta sfortuna nei sorteg gi (anche nel doppio si è confermato molto sfortunato beccando subito Nestor e Zimonjic), sembra avere un tabellone da favola (Gicquel e poi uno tra Spadea e Andreev, anche se i precedenti con il russo sono di una vittoria e 5 sconfitte) che dovrebbe consentirgli di giungere per la prima volta negli ottavi di uno slam. La partita di Bolelli è stata fortemente condizionata dal mal di schiena che lo affligge da ormai quasi un mese. E’ stato vicino al ritiro ma poi i trattamenti del fisioterapista hanno cominciato a dare i frutti sperati e anche il diversamente mansueto Kollerer ha dovuto subire il ritorno di Simone. Ormai sembra manchi solo il crisma dell’ufficialità a sancire la pace con la FIT. Bolelli sa che sarà a Genova ma non può dirlo per ovvi motivi. Sarà curioso indubbiamente vedere come verrà annunciato l’epilogo di questa vicenda in cui entrambe le parti, fino a poco tempo fa, chiedevano alla…controparte di fare un passe indietro. Inutile sottolineare che qualsiasi sarà la modalità, si tratterà comunque di un passo avanti per il nostro team di Davis. Uscendo dall’ambito prettamente azzurro (che registra 2 buone vittorie di Schiavone e Vinci, a fronte di una sconfitta abbastanza preventivabile della Camerin contro la Peer),  c’è poco da segnalare se non il gilet di Roger, le (non) giustificazioni della De Brito alle sue urla, la faccia tosta di un’altra “baby”, Laura Robson (“Non mi sembra che il livello di gioco sia molto diverso da quello dei tornei junior”), i nervi tesi tra Almagro e Monaco (ha vinta il murciano 8-6 al quinto con Monaco che lo accusato di inscenare un finto problema al polso), il ritiro annunciato di Calleri (sconfitto nettamente da Garcia Lopez in 3 set) ed i dolori del giovane Nole, rimasto ancorato mentalmente a quella semifinale di Madrid che, probabilmente, oltre ad essere alla base della crisi di fiducia del serbo, ha avuto un peso non indifferente sul prosieguo della stagione del maiorchino, portandolo alla totale consunzione. Speriamo che che quella straordinaria partita, ricca di record ed emozioni, non lasci una traccia ancor più pesante e duratura nel futuro di questa stagione. Per adesso l’ha lasciata sicuramente nella mente di Djokovic e nelle gambe di Nadal. Pare che oggi in telecronaca Clerici abbia creato, inconsapevolmente, dell’allarmismo intorno alle sorti del numero 1 del mondo, paventando che il problema del maiorchino possa pregiudicare in maniera definitiva la sua carriera. Il clan di Rafa ostenta molta tranquillità e accoglie con filosofia tutte le illazioni che gravitano attorno al fenomeno di Manacor. Anzi, c’è da giurarci che durante queste settimane si moltiplicheranno i pareri di vari pseudo-guru della medicina sportiva che vaticineranno un ritiro imminente del maiorchino entro due anni.
PS: ma non vi fa impressione vedere Del Potro in vetta al tabellone di uno slam. Cosa significa essere predestinati…

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