On Air

Sabato 10 Gennaio, 2009

Ieri mi ha tenuto compagnia in cabina Nevrotilov, che in realtà si chiama Stefano ed è di Ascoli (per chi non lo sapesse Nevrotilov ha vinto il gioco dei prono dei due Masters). Gli ho chiesto se mi scriveva qualche riga sul suo pomeriggio ed ecco quello che ne è venuto fuori:

Si può dire che, tranne rarissime eccezioni, sia pressoché sempre bello vedere una partita di tennis, ancora più bello se a commentare l’incontro è una voce esperta e competente, ma godersi questo spettacolo seduto vicino alla viva sorgente di quella stessa voce è un’esperienza che mai un semplice ed anonimo spettatore potrebbe sognarsi di provare. Ebbene il sottoscritto deve pubblicamente confessare, non senza il timore di suscitare una discreta dose d’invidia nei suoi lettori,  di avere gustato un simile  privilegio per quasi tutta la durata delle semifinali del torneo di Doha. E’ forse inutile aggiungere che la voce di cui sto parlando sia quella di Jacopo e che il luogo sacro nel quale da buon profano mi sono avventurato siano gli studi, nuovi di zecca, di Eurosport. A piccoli e timidi passi mi sono calato nelle viscere catacombali di Milano e lì, con religioso silenzio, ho finalmente potuto assistere all’evento televisivo nel suo farsi: una cabina, un computer e uno schermo, pochi fronzoli ma tanta passione sportiva. I polpastrelli di Jacopo danzano sulla tastiera nella continua ricerca di aggiornamenti dagli altri campi e di notizie fresche da commentare, sulla scrivania s’intravedono i suoi scarni quanto enigmatici appunti che nella telecronaca del nostro si trasformano in  una impressionante serie di dati da cui ricavare l’interpretazione delle diverse situazioni di gioco. Per un po’ mi sembra tutto normale, come quando sono a casa e alla fine di ogni punto giunge ai miei timpani il commento, ma poi realizzo che di fianco a me c’è una persona e non la solita voce dentro il televisore e tutto quello che ascolto è frutto di una immediata elaborazione umana e non di un oscuro ingranaggio. Una spia luminosa mi avverte che non è tutto normale: sono anche io in qualche modo on air.  

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