L’impossibile diventa realtà
Lunedì 1 Giugno, 2009Rafa lo ha sempre detto: 'prima o poi perderò al Roland Garros'. Se ci credesse davvero, non lo so. Sono quasi certo che non pensasse si interrompesse la sua serie di 31 vinte e 0 perse contro Robin Soderling!
Ha scritto Mats Wilander che a differenza del match di Roma di poche settimane fa (finito 6-1, 6-0 per Nadal) questa volta non si è giocato sulla terra, ma su un campo in cemento perché il vento di questi ultimi giorni se l'è portata via la terra. Sono d'accordo con questa analisi. Ma c'è anche dell'altro.
Purtroppo non ho visto l'inizio e ho iniziato a seguire la partita in streaming (per quel che si intuiva...) dal 3° set. Mi è sembrato di rivedere nel volto di Nadal l'insicurezza di Djokovic del giorno prima. La paura di perdere. Questo timore gli ha accorciato il finale dei colpi che, così, risultavano spesso corti. Spesso, sulla terra, anche quando gioca corto la sua palla è talmente arrotata che crea ugualmente difficoltà ai suoi avversari, ma contro Soderling che è 191cm, non è accaduto. Lo svedese gioca molto bene dall'alto verso il basso sia di dritto che di rovescio. Il suo problema sono gli spostamenti. Visto che il gioco lo comandava quasi sempre lui, era Nadal quello costretto a correre il più delle volte. Poi quando ti avvicini a una impresa la fatica non la senti neppure.
Rafa ha avuto diverse opportunità per portare la partita al 5° (se ci fosse riuscito sono convinto che avrebbe vinto): ha ottenuto il break nel 2° game per cedere il servizio a zero nel turno di battuta successivo. Sul 5-4, 15-30 gli è mancato il coraggio per mettere pressione a Soderling su una palla molto corta dello svedese. Infine, i primi due punti del tie-break li ha giocati veramente male.
In conferenza stampa Nadal ha anche detto che avrebbe dovuto chiudere il 2° 6-4 (ha servito sul 5-4) e non 7-6. In teoria, non dovrebbe averlo condizionato più di tanto ma se ne ha parlato vuol dire che è stato così e testimonia il suo stato emotivo non traquillo.
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