LA RIVISTA IN EDICOLA - Febbraio 2012
09/02/2010

Ecco chi è Stephane Robert

Ecco chi è Stephane Robert

 

di Fabio Colangelo - foto Getty Images 

 

Incontrare Stephane Robert a un torneo era sempre piacevole. Ragazzo molto simpatico, intelligente e sempre di buon umore, non era solito fare gruppo a parte coi suoi connazionali, ma cercava spesso di unirsi a colleghi stranieri per una cena, un'uscita in un momento di relax dal torneo o per una semplice chiacchierata.

 

Una conversazione con lui non era mai scontata e banale, proprio come quella avuta ieri. L'ho contattato per complimentarmi per la sua ottima settimana a Johannesburg (sconfitto in finale da Feliciano Lopez).

Dopo i convenevoli, ho voluto subito provocarlo un po', riferendogli che Starace dopo averci perso a Melbourne ha dichiarato che "ormai a tennis hanno imparato tutti a giocare".

Stephane ha replicato che Potito ha perfettamente ragione, il livello medio di tutti i giocatori è altissimo, e chissà cosa può aver pensato Grosjean quando da numero 10 del mondo, fu sconfitto da Starace numero 200 al secondo turno del Roland Garros del 2004.

 

L'INIZIO, L'ERNIA E L'ABBANDONO

Conosciamo meglio questo Robert. La sua storia tennistica è piuttosto particolare. Nasce nel maggio del 1980, inizia a giocare a otto anni, ma a 18, per via di un'ernia del disco, praticamente abbandona. Tre anni dopo però, decide di riprovarci partendo da un satellite in Centro America nel gennaio 2002. Robert racconta che la sua voglia di divertirsi e il suo essere sempre allegro derivano proprio da quel momento in cui si sentiva più che altro un ragazzo fortunato a poter vivere esperienze di questo genere. E nonostante il tennis per lui negli anni sia diventato un vero e proprio lavoro, non ha mai perso questa filosofia di vita.

 

IL RITORNO E I PRIMI SUCCESSI

In pochi mesi raccoglie i primi successi a livello Futures e Satellite e raggiunge i primi 400 nel ranking Atp, lasciando capire subito quali siano le sue potenzialità. Curioso è anche il suo approdo al mondo Challenger. Nel settembre 2003 riesce per la prima volta ad entrare di diritto nel tabellone di un 50.000$ + H a Kiev, ma è costretto a chiamare l'ATP per cancellarsi, per via del poco tempo a disposizione (così pensava lui) per ottenere il visto. Dopo quella telefonata, avverte il suo coach ("eterno" come lo chiama lui, visto che lo segue tuttora) Ronan Lafaix che lo informa che ottenere il visto per l'Ucraina non è difficile come per la Russia. A quel punto richiama l'ATP, avverte che avrebbe preso parte al torneo, si procura il visto, gioca, raggiunge la semifinale grazie alla quale ottiene uno Special Exempt per il challenger di Sofia. Che ovviamente vince. Morale? Da 330 si ritrova 220 Atp dopo due tornei che non avrebbe dovuto giocare! Dopodiché continua a giocare abbastanza bene, raggiunge il best ranking (164, nel giugno 2004), ma non "esplode", e fino a gennaio 2007 naviga nei primi 300 del ranking.

 

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