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E se nascesse la patente a punti per i tennisti?

È l'idea del nostro Podcast dopo la squalifica (con la condizionale) a Fabio Fognini. Almeno ci sarebbe un criterio univoco per stabilire squalifiche e sospensioni. Il miglior Nadal post-Us Open di sempre, Caroline Garcia e la wild card negata a Mosca, la beneficenza dei top-players e molto, molto altro.
E se nascesse la patente a punti per i tennisti?
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Redazione
12 ottobre 2017

Ecco il Podcast settimanale, che abbiamo trasmesso in diretta tramite la piattaforma SPREAKER, insieme a Jacopo Lo Monaco.

Fabio Fognini viene squalificato per due Slam, ma gli concedono la sospensione condizionale della pena. Se farà il bravo nei prossimi due anni, non avrà squalifiche e la multa sarà dimezzata. Tuttavia, dopo la sentenza, ha pubblicato su Instagram una foto un po' provocatoria, con alcune noccioline, come a dire che la squalifica gli fa il solletico. Non certo il massimo dell'eleganza, anche se poche ore dopo ha rimosso il messaggio. In effetti, lo avevano graziato: 48.000 dollari è una cifra trascurabile per chi ha conquistato oltre 9 milioni. Al di là di tutto, la sentenza lascia un precedente pericoloso: cosa deve fare un giocatore per essere squalificato? “Picchiare un giudice di sedia o un giudice di linea” dice Jacopo, che propone la “patente a punti” per il comportamento dei giocatori. “In caso di comportamenti scorretti, si perdono punti. Quando si arriva a zero, scattano le sanzioni”. Tennis giocato: Jacopo non aveva mai visto un Rafa Nadal così in palla nel mese di ottobre. In carriera, ha vinto solo 4 dei suoi 75 tornei dopo lo Us Open. “A Pechino doveva perdere contro Pouille, poi è andato in crescendo ed è stato impressionante nella finale contro Kyrgios. E che rovescio! A un certo punto, l'australiano non aveva più benzina”. Gli organizzatori della Kremlin Cup di Mosca avevano negato una wild card a Caroline Garcia, a caccia di punti per assicurarsi le WTA Finals. Forse la federtennis russa voleva rivalersi su quella francese per avere negato la wild card alla Sharapova al Roland Garros? Polemiche a parte, c'è un principio insindacabile: gli organizzatori hanno pieno diritto di invitare chi vuole. Bel gesto di Novak Djokovic: aprirà un ristorante che offrirà pasti gratis ai bisognosi (“Anche a Boris Becker?” scherza Jacopo). Si tratta di una splendida iniziativa: nel complesso, i top player sono molto attivi in faccende benefiche. Tra i migliori, Murray è quello di cui si hanno meno notizie. “Ma non è detto che chi faccia beneficenza abbia voglia di farlo sapere...”. Chiudiamo con le vostre domande:

  • Se le finali del Masters fossero state al meglio dei 5 set, Nadal avrebbe avuto più chance?

  • E se la finale del Masters tornasse al 3 su 5?

  • Le vittorie a Pechino di Simona Halep, che l'hanno portata al numero 1 WTA, rappresenteranno una svolta per la sua carriera?

  • È giusto che vada al Masters una giocatrice che ha giocato bene solo per poche settimane?

  • Sarebbe corretto rendere pubblici gli ingaggi dei top-players per gli ATP 250 e 500?

  • Un'opinione sul ritorno di Serena Williams.

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