Da Miami a Miami, De Minaur ha cambiato la storia

Nel 2013, Axel Geller vinceva l'Orange Bowl under 14 battendo in finale Alex De Minaur. Oggi è cambiato tutto: l'australiano è una stellina, mentre l'argentino langue fuori dai primi 1000. Si sono trovati nelle qualificazioni del Miami Open e non c'è stata storia. Al primo turno troverà Nishioka, che proprio a Miami si era sotto il ginocchio.
Da Miami a Miami, De Minaur ha cambiato la storia
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Riccardo Bisti
21 marzo 2018

Tra i primi turni più affascinanti del Miami Open ci sarà la sfida tra Yoshihito Nishioka e Alex De Minaur. Non tanto per la giovane età (classe 1995 il giapponese, addirittura 1999 l'australiano residente in Spagna), ma per il modo in cui ci arrivano. Per Nishioka sarà un suggestivo ritorno laddove ha vissuto attimi molto dolorosi. Lo scorso anno era lanciatissimo dopo il gran torneo a Indian Wells, con tanto di vittoria su Berdych. Durante il match contro Jack Sock, tuttavia, si è procurato un grave infortunio al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Si è dovuto operare a tempo di record, il 4 aprile a Tokyo, ed è rimasto fermo per ben otto mesi. È rientrato a gennaio: come migliori risultati vanta la semifinale al Challenger di Burnie e il secondo turno all'Australian Open, dove ha superato Kohlschreiber prima di cedere ad Andreas Seppi. Attualmente numero 374 ATP (ma l'anno scorso si era arrampicato fino alla 58esima posizione), entra in tabellone grazie al ranking protetto. Da parte sua, De Minaur ha superato le qualificazioni battendo Ruben Bemelmans al turno decisivo, ma all'esordio era stato protagonista di un match suggestivo contro l'argentino Axel Geller, n.1421 ATP ma ex leader junior (lo scorso anno ha raggiunto la finale sia a Wimbledon che allo Us Open).

Da Miami a Miami, De Minaur ha cambiato la storia

LA RIVINCITA DI ALEX
Entrambi classe 1999, si sono ritrovati – sempre a Miami – a quattro anni di distanza dalla finale dell'Orange Bowl under 14. Si giocò a Coral Gables, distante pochissimi chilometri da Crandon Park. All'epoca si impose l'argentino, in rimonta, col punteggio di 6-7 7-5 6-2. Da allora sono cambiate tante cose: la crescita di De Minaur è stata certamente più impetuosa e nessuno si è stupito di vederlo vincere 6-4 6-0. “È stato il mio secondo match contro di lui – ha ricordato De Minaur – ci eravamo affrrontati cinque anni fa ed è stato divertente ritrovare un avversario d'infanzia. Sono passati molti anni da allora, ma oggi credo di essere cresciuto, sono più forte, più rapido, e ho ancora più fiducia”. Autore di un'impetuosa stagione australiana, con la semifinale a Brisbane e la finale a Sydney, De Minaur ha raccolto a Indian Wells il primo successo nel main draw di un Masters 1000 (ha superato Struff prima di cedere a Del Potro). Contro Geller è stata più dura di quanto dica il punteggio: “Sono molto contento perché le condizioni non erano semplici. C'era parecchia umidità, caldo, mi sono stancato, ma alla fine ce l'ho fatta”.

VINCI KO, IN TABELLONE SOLO LA GIORGI
A Miami è tempo di main draw: purtroppo la pattuglia italiana non sarà integrata da qualificati. L'ultima a cedere è stata Roberta Vinci, sconfitta da Viktorija Golubic con il punteggio di 6-4 6-3. Una sconfitta netta, anche se Roberta aveva comunque preso un break di vantaggio nel primo set. Perso quello, non c'è stato granché da fare, salvo una reazione d'orgoglio in avvio di secondo (da 2-0 a 2-2). A rappresentarci ci sarà la sola Camila Giorgi, di nuovo in campo dopo un mese di stop e opposta a Donna Vekic. Sarà l'ultimo match sul Campo 1, mentre i due italiani in gara nel tabellone maschile (Fognini e Fabbiano) esordiranno giovedì.


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