Redazione - 08 febbraio 2019

CORDOBA POCA AZZURRA: PARTE MALE LA GIRA SUDAMERICANA

Subito fuori Fabio Fognini e Marco Cecchinato, prime due teste di serie del nuovo torneo di Cordoba, contro Aljaz Bedene e Jaume Munar. Bravo Alessandro Giannessi che strappa un set a Diego Schwartzman

Aljaz Bedene b. Fabio Fognini 6-1 6-4
Jaume Munar b. Marco Cecchinato 6-3 3-6 6-1
Diego Schwartzman b. Alessandro Giannessi 6-7 (4) 6-3 6-0

Comincia male la Gira Sudamericana per i colori azzurri, il tris di tornei su terra che parte da Cordoba e continuerà a Buenos Aires e Rio de Janeiro. Fabio Fognini e Marco Cecchinato, accreditati delle prime due teste di serie, sono entrambi usciti all’esordio. Ha deluso soprattutto Fognini che affrontava un giocatore, lo sloveno Aljaz Bedene, 29 anni, numero 65 ATP, che aveva battuto negli otto precedenti confronti diretti. Dopo un primo set dove il ligure non è pervenuto, Fognini ha preso un break di vantaggio. Come in tante altre occasioni, si pensava potesse rimettere in piedi un match nato male, contro un giocatore certamente inferiore dal punto di vista tecnico e della pesantezza di palla (era accaduto lo stesso l’anno scorso a Rio de Janeiro, dove Bedene vinse il primo set al tie-break e poi fu spazzato via). Invece, per due volte Fognini si è fatto riprendere un break di vantaggio e ha chiuso con un ultimo turno di servizio perso con due doppi falli e altrettanti gratuiti. Fognini è stato molto falloso col dritto e si è lamentato più volte delle condizioni del campo, apparso già nei giorni scorsi in cattive condizioni con tanti rimbalzi fasulli. Ovviamente, questo vale anche per l’avversario…

Stessa sorte per Marco Cecchinato che però aveva di fronte un giocatore che sta crescendo molto come il 21enne spagnolo Jaume Munar, attualmente numero 81 ATP ma destinato a ben altre posizioni del ranking. Si allena alla Rafa Nadal Academy di Manacor e, pur senza essere stato baciato dagli dèi del tennis, si sta costruendo due fondamentali solidi dal fondo e un servizio niente male, oltre alle doti di corsa che già si conoscevano. All’Australian Open ha sfiorato il colpaccio con Fognini, a Cordoba gli è riuscito contro un Cecchinato apparso lontano parente di quello ammirato sul rosso l’anno scorso. Falloso, poco incisivo e fantasioso nelle soluzioni, solo nel secondo set ha saputo alzare un po’ il livello di gioco, e tanto è bastato per portare a casa l’incontro. Tuttavia, nel terzo set, appena subìto il break, si è sciolto, senza stare troppo attaccato al match. La sensazione è che, anche per lui, le condizioni abbiano influito sulla sua prestazione (i rimbalzi sulla cancha 1 sono spesso imbarazzanti).

Insomma, da una possibile finale tutta italiana, a due sconfitte non preventivabili. Il primo torneo è spesso il più difficile (anche se Fognini ha avuto tutto il tempo di prepararsi rinunciando alla trasferta indiana di Coppa Davis) ma sarà importante farsi trovare pronti soprattutto nell’ATP 500 di Rio de Janeiro, probabilmente il meno competitivo della sua categoria come campo di partecipazione e che potrebbe permettere a Fognini e Cecchinato di intascare punti preziosi senza dover affrontare top players. Però serve una condizione migliore.

Infine, va sottolineato l’ottimo torneo di Alessandro Giannessi che ha superato qualificazioni e un turno del main draw dopo autentiche battaglie e che ha saputo strappare un set a Diego Shcwartzman. Avanti di un break anche nel secondo set, ha ceduto di schianto, complice anche la fatica accumulata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA