
di Fabio Colangelo - foto Ray Giubilo
A Noumea nel ricco appuntamento (75.000$ + H) di preparazione agli Australian Open, è giunto in finale Flavio Cipolla, sconfitto da Florian Mayer (giocatore fuori livello in quei tornei), mentre Simone Vagnozzi ha giocato un ottimo torneo giungendo ai quarti di finale dalle qualificazioni. Crugnola invece è stato fermato agli ottavi da Kevin Anderson.
Settimana scorsa, a Honolulu (50.000$) Andrea Stoppini e Marco Crugnola sono usciti di scena all'esordio, mentre questa settimana a Dallas (50.000$) nell'ultimo appuntamento della loro tournée oltreoceano, si sono arresi entrambi al forte australiano Carsten Ball rispettivamente agli ottavi e ai quarti di finale. Come già detto si sono giocati troppi pochi tornei per giudicare il comportamento dei nostri, quindi il giudizio va rimandato alle prossime settimane, anche se per ora la situazione non sembra grave come "al piano di sopra" (anche se fare peggio mi sembra quasi impossibile).
Osservando i tabelloni di questi primi challenger, si scopre che ad andare in fondo sono stati praticamente sempre giocatori compresi tra le teste di serie. Pochissime sorprese e pochissimi giovani alla ribalta, ad eccezione del torneo di Burnie (50.000$) di questa settimana, dove, provenendo dalle qualificazioni, il 18enne Bernard Tomic ha vinto il torneo in finale su Greg Jones, 21 anni (entrambi australiani) come il nostro Trevisan, contro il quale duellava spesso nei più importanti appuntamenti junior di tre anni fa. L'Australia sembra aver trovato un campione e un ottimo giocatore.
Dopo otto mesi di stop si è rivisto Mario Ancic, che dopo aver perso al primo turno a Heilbronn (85.000 euro + H), si è addirittura ritirato questa settimana in un future tedesco. Il rientro non sembra vicino per un campione martoriato dagli infortuni. Come da lui stesso annunciato si è rivisto a Dallas anche Mark Philippoussis. Sconfitto al primo turno dall'americano Yani, dopo più di tre anni di inattività deve aver capito che per tornare a certi livelli il suo nome e il suo servizio non sono sufficienti
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