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British Tennis e quel passivo di 7,5 milioni

Pesanti indiscrezioni sul bilancio stagionale della federtennis britannica: dopo aver perso 4,7 milioni di sterline nel 2017, quest'anno il "rosso" sarebbe di ben 7,5 milioni (8,5 milioni di euro). Prima mossa? Chiudere i nove uffici regionali. Resta ancora tanto denaro in cassa grazie agli introiti di Wimbledon, però...
British Tennis e quel passivo di 7,5 milioni
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Riccardo Bisti
7 November 2018

Nonostante i ricavi di Wimbledon, sembra che lo stato di salute economico della Lawn Tennis Association non sia dei migliori. Secondo alcune indiscrezioni raccolte dalla BBC, la federtennis britannica chiuderà il 2018 con un passivo di 7,5 milioni di sterline (circa 8,5 milioni di euro). Sarebbe il secondo bilancio in rosso dopo che lo scorso anno avevano perso 4,7 milioni. La prima mossa per ridurre i costi sarebbe la chiusura degli uffici regionali, fermo restando che l'attività locale continuerà a svolgersi. Per intenderci, è come se in Italia si chiudessero gli uffici dei comitati regionali (negli ultimi anni, tra l'altro, la FIT ha acquistato alcuni immobili nelle varie regioni per adibirli a sedi regionali). Da parte sua, la LTA sostiene di aver studiato un nuovo piano per far crescere il tennis e renderlo più accessibile a tutti. Tuttavia, alcuni documenti parlano di un “buco nero finanziario” che si aggiungerebbe alle perdite certificate del 2017. Uno dei motivi del deficit sarebbero le notevoli spese per realizzare il tetto retrattile sul Campo 1 di Wimbledon, la cui inaugurazione è prevista per il 2019. A parte la questione economica, preoccupa anche un calo di partecipazione (tornei, tesserati, praticanti) intorno al 10%. Si tratta di un dato preoccupante, tenendo conto che quest'anno è emerso un personaggio come Kyle Edmund. Evidentemente non è bastato a compensare le difficoltà di Andy Murray e il calo di Johanna Konta. Attualmente la LTA ha nove sedi regionali sparse per Inghilterra: saranno tutte chiuse per ridurre i costi, anche se le attività continueranno: semplicemente, saranno gestite da una base centrale. Non dovrebbero esserci licenziamenti o una riduzione del personale: il lavoro delle “County Association” (l'equivalente dei comitati regionali) rimarrà inalterato. Dal 2019, dunque, addio agli uffici situati a Loughborough, Cambridge, Roehampton, Southampton, Leeds, Edgbaston, High Wycombe, Bromley e Bristol.

British Tennis e quel passivo di 7,5 milioni

140 MILIONI IN CASSA
Un'altra importante voce di spese è la prevista inaugurazione di due centri tecnici nazionali, rispettivamente a Stirling e Loughbourough, in aggiunta a quello centrale di Roehampton: le accademie saranno inaugurate nel 2019 e hanno l'obiettivo di aumentare il numero di britannici tra i top-100 ATP e WTA. Ambizione notevole, tenendo conto che sono rarissimi i casi di campioni prodotti dalle accademie federali. Soltanto la Francia può vantare un sistema davvero efficace, peraltro non senza intoppi. Tra le novità per il 2019, anche la presa in carico da parte di LTA di tutte le attività della Tennis Foundation, un fondazione attiva da oltre 30 anni che punta a diffondere il tennis presso le comunità più disagiate, senza dimenticare i disabili. Rimane, tuttavia, la sensazione per le perdite degli ultimi due anni. Intendiamoci: la LTA è lontanissima dal default, anzi, rimane una delle federazioni più ricche al mondo perché in cassa c'è una riserva di 140 milioni di sterline. Perderne 12 in un paio d'anni, tuttavia, non è una gran notizia. Un altro dei motivi è la fine della partnership con AEGON, la società di servizi finanziari che era lo sponsor principale di British Tennis, nonché title sponsor di tutti i tornei ATP-WTA sotto l'egida federale. L'accordo è terminato a fine 2017 e hanno trovato sponsor alternativi, ma Fever Tree e Nature Valley non hanno garantito gli stessi investimenti. In sintesi, la LTA non sembra troppo brava nella gestione delle finanze, ma ha la grande fortuna di trovarsi in Gran Bretagna, laddove si gioca il torneo più prestigioso al mondo. E può vivere di rendita grazie all'accordo con l'All England Club, che fino al 2053 riverserà sulla federazione il 90% dei profitti generati da Wimbledon. Lo scorso anno fu proprio il calo degli incassi di Wimbledon a spiegare il passivo, mentre stavolta il problema sembra più strutturale. Per adesso, l'unica strategia sembra essere la chiusura degli uffici regionali...

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Una veduta del Centro Tecnico di Roehampton, che è anche sede della Lawn Tennis Association

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