Riporto il resoconto, pubblicato sul sito della FIT, di una giornata trascorsa al trofeo Bonfiglio da maestro di tennis, tal Antonio Marsiglia:
“Un torneo di tennis,e se a livello giovanile ancora di più, dovrebbe essere un momento di aggregazione, socializzazione ma, soprattutto per chi lo organizza, l’occasione per essere ospitali e mettere coloro che seguono l’avvenimento nelle migliori condizioni possibili.
Ebbene questa premessa di certo non si può riferire al Trofeo Bonfiglio ed agli organizzatori dello stesso. E non mi riferisco a coloro che si prodigano per la migliore riuscita della manifestazione dal punto di vista tecnico quanto piuttosto a quello logistico.
Certamente fa specie vedere nella club house la scritta “vietato l’ingresso agli atleti,maestri e visitatori” soprattutto in considerazione del fatto che spazi al coperto non ce ne sono di altri né ci sono sedie o luoghi dove potersi riposare. Se poi ci si vuole ristorare allora bisogna fare una lunga fila in un baretto di certo non consono all’ importanza della manifestazione. Gli atleti, poi, possono allenarsi soltanto su due campi a fronte dei tanti riservati ai soci ed alla scuola tennis. Ma davvero in Italia non c’è un altro circolo che può organizzare un torneo cosi importante e con un’ ospitalità certamente diversa, come del resto avviene dappertutto?
La giornata trascorsa presso il sodalizio per visionare degli incontri mi ha quasi subito trasmesso un senso di disagio che di certo è inammissibile in una manifestazione sportiva, e, ripeto, soprattutto a livello giovanile. Ho voluto, perciò,inviare alla Federazione Italiana Tennis queste brevi considerazioni perché, se possibile si evitino situazioni e disagi del genere in uno sport che ha sempre avuto nella correttezza,nel rispetto delle regole e nel senso dell’ospitalità i suoi pilastri fondamentali.
Antonio Marsiglia – maestro di tennis ma per l’occasione visitatore a disagio.”
Confesso di aver provato un disagio simile a quello del signor Marsiglia, nei tre giorni trascorsi all’ultima edizione del Bonfiglio. A differenza sua, io potevo riposarmi nello spazio messo a disposizione dell’ufficio stampa, ma la presenza di quel cartello recante il divieto di ingresso nella club house suscitava una certa inquietudine in me. Sentivo le lamentele dei frequentatori, dei coach, degli addetti ai lavori, decisi volutamente di evitare di discutere della cosa, di minimizzare l’accaduto con la speranza che la gente fosse in grado di trovare qualche risorsa psicologica che facesse sfumare l’esperienza reale nella pura immaginazione.
Negli stessi giorni circolava un’indiscrezione, forse ancora più inquietante di quel cartello: la FIT vuole togliere gli Internazionali d’Italia Under 18 a Milano, per trasferirli a Roma. Un rumor che personalmente considero fasullo e privo di ogni fondamento, messo in giro, per quanto ne sappia, da ambienti milanesi-lombardi.
Comunque vada a finire, volendo provare a dare un senso a questa storia, credo che i circoli, gli organizzatori di tornei in Italia, non solo a Milano ma ovunque, dovrebbero fare ogni sforzo possibile per evitare di cadere nella trappola del dilettantismo manageriale e della provvisorietà. Organizzare un torneo è un mestiere che non si improvvisa. Potrebbe avere un senso preoccuparsi meno dei fantasmi del complotto di palazzo e provare a far bene cose essenziali. Tenendo presente che un torneo diventa una manifestazione di successo quando: non solo chi vi assiste non si sente a disagio; ma soprattutto quando si riesce a portare i ragazzi, che sono il serbatoio di questo sport, ad assistere a una partita di tennis. In Francia i tornei junior sono affollati da gruppi di scolaresche accompagnate dai professori. In Italia l’età media degli spettatori e è di 63 anni. C’è una bella differenza.
Meno sterili risentimenti campanilistici e più cultura del fare: il mantra potrebbe essere questo.
Bonfiglio, visitatore a disagio
1 giugno 2010Quitting Junior Tennis
27 maggio 2010La mia parabola di commentatore di junior tennis è giunta al termine. Spero che per molti di voi si tratti di una buona notizia.
Le ragioni? E’ da un po’ che la cosa mi annoia. Non sono un giornalista professionista, ne’ aspiro a diventare giornalista. Non dico che sia oggettivamente noioso: annoia me. Il fuoco della passione è diventato cenere. Ho sempre avuto una concezione molto soggettiva e qualitativa del tempo. Il tempo vissuto è denso di significato, ha sempre un sapore particolare; da qualche mese a questa parte faccio fatica a dare un senso al tempo trascorso a seguire il tennis giovanile.
Mi mancheranno molto i rapporti umani che ho costruito in questi anni, nel corso dei quali ho incontrato tanta gente simpatica – qualcuno anche un po’ borderline, ma in fondo chi è normale? – dalla quale ho imparato molto. Ho vissuto esperienze molto significative e molto intense in cui il tempo è volato. Oggi anche un istante appare invece lungo come un’eternità. Mi chiedo se è cambiato il tennis o sono io ad essere cambiato. Forse entrambe le cose. Ho bisogno di nuovi stimoli e di nuove emozioni, di mettermi alla prova su altro.
Mi spiace di scendere dal carro in una fase di crisi economica, culturale e di risultati come quella attuale. Se fossi stato un giornalista avrei combattuto nell’esercizio del diritto di cronaca e di critica costruttiva della classe dirigente (esiste realmente la classe dirigente?). Ma non è il mio mestiere e non voglio improvvisarmi. Sono un apprendista della finanza, che ha avuto la fortuna di diventare operaio specializzato.
Saluto i genitori dei ragazzi – quasi tutti veramente speciali – che stanno affrontando questo faticoso cammino, ringraziandoli per la preziosa collaborazione e la condivisione dell’impegno quotidiano e delle idee.
Arrivederci junior tennis, “ti odio” ma mi mancherai. In bocca al lupo a chi sta impegnando vita e tempo (il tempo è una costante di questo messaggio) per dare forma a un sogno.
P.S. Dimenticavo: non si interrompe la mia collaborazione con questo straordinario magazine “filo-federale” (come si sussurra a mio avviso erroneamente in giro, soprattutto se poi l’accusa proviene da persone che collaborano con la rivista, la cosa rasenta il ridicolo) per quanto concerne le tematiche di sport-business, dove stiamo facendo un gran lavoro molto sperimentale
Main Draws Updated
16 maggio 20102 Italian girls qualified to run in the main draw
16 maggio 2010Dopo Francesca Palmigiano, è Martina Parmigiani a lenire la delusione per il k.o. rimediato dai ragazzi impegnati nell’ultimo turno del torneo di qualificazione. La bresciana ha superato un’avversaria tecnicamente modesta, ma molto accorta e pronta a cogliere al volo ogni opportunità concessale. Il match poteva essere chiuso in due set. Nella terza partita la Parmigiani era sotto 2-3, ha chiuso la gara con 2 ace.
Monday, 17 May, Order Of Play
16 maggio 2010Sunday, 16 May. Final Round Qualifying.
16 maggio 2010Leandro Toledo (GER) d. Andrea Ceccarello (ITA) 6-2 6-1
Pavel Krainik (CAN) d. Tommaso Lago (ITA) 6-4 6-2
Agnes Bukta (HUN) d. Maria Masini (ITA) 6-3 6-2
Francesca Palmigiano (ITA) d. Samira Giger (SUI) 6-2 7-5
Jessica Pegula (USA) d. Iva Mekovec (SLO) 6-1 6-0
Viktoryia Tomova (BUL) d. Anna Smolina (RUS) 6-1 7-5
James Marsalek (GBR) d. Ivan Conejero (CHI) 6-1 6-4
Victoria Bosio (ARG) d. Lina Padegimaite (LTU) 6-4 6-1
Richard Muzaev (RUS) d. Christian Plattes (GER) 7-6(6) 7-6(2)
Bernarda Pera (CRO) d. Annie Mulholland (USA) 6-2 6-3
Sunday, 16 May, Matches of the Day
16 maggio 2010
Il cileno Benjamin Ugarte tradisce le aspettative: fa decisamente troppo poco per battere il piemontese Andrea Ceccarello, che ha giocato tratti di buon tennis e avrebbe potuto chiudere il match in due set. 2-6 6-3 6-3 lo score finale.
Martina Parmigiani supera Sara Eccel 6-4 4-6 6-2: di buono c’e’ che – dopo un avvio spumeggiante (4-0, 5-1 nel primo set) – la bresciana riesce a portare a casa una partita complessa. Le cose che non hanno funzionato: servizio e footwork (troppe pause). La Eccel è stata ordinata, molto concentrata, ma raramente ha preso il tempo alla sua avversaria.
Monday Schedule Insiders
16 maggio 2010Federico Gaio giocherà il secondo match sul campo n.9. Inizio stimato alle 10:15/10:30.
Sunday, 16 May. 2nd Round Qualifying.
16 maggio 2010Richard Gabb (GBR) d. Julien Kardell (GER) 6-1 6-0
Leandro Toledo (GER) d. Gabriel Flores Ruiz (PUR) 6-2 7-6
Michela Casanova (SUI) d. Rita Cardinale (ITA) 6-1 6-0
Santa Shumilina (RUS) d. Giulia Mastellone (ITA) 6-2 6-0
Christian Plattes (GER) d. Lorenzo di Maro (ITA) 6-1 6-1
Iva Mekovec (CRO) d. Giulia Squadrin (ITA) 6-3 6-3
Kerrie Cartwright (BAH) d. Angelica Moratelli (ITA) 6-1 6-3
Agnes Bukta (HUN) d. Alessia Piran (ITA) 57 61 62
Maria Masini (ITA) d. Maria Sakkari (GRE) 6-3 6-3
Francesca Palmigiano (ITA) d. Ekaterina Lavrikova (RUS) 6-2 6-0
Bernarda Pera (ITA) d. Valeria Detogni (ITA) 6-3 6-4
Jessica Pegula (USA) d. Lorenza Stefanelli (ITA) 6-0 6-2
James Marsalek (GBR) d. Matej Leljak (SLO) 6-2 6-0
Samira Giger (SUI) d. Julija Jauk (SLO) d. 6-2 6-1
Lina Padegimaite (LTU) d. Deborah Chiesa (ITA) 6-4 6-2
Ivan Conejero (CHI) d. Antonio Terzo (ITA) 6-4 6-1
Pietro Rondoni (ITA) d. Kevin Albonetti (ITA) 6-0 6-3
Victoria Bosio (ARG) d. Francesca Sella (ITA) 7-6 4-6 7-5
Giulio Mazzoli (ITA) d. Omar Giacalone (ITA) 6-3 6-4
Richard Muzaev (RUS) d. Nicolas Compagnucci (ITA) 6-3 7-5
Andrea Ceccarello (ITA) d. Benjamin Ugarte (CHI) 2-6 6-3 6-3
Martina Parmigiani (ITA) d. Sara Eccel (ITA) 6-4 4-6 6-2
Sachia Vickery withdraws
16 maggio 2010L’ultima cancellazione in ordine di tempo è quella di Sachia Vickery, da Miramar (Florida), vincitrice dell’Eddie Herr Under 16 e finalista degli USTA International Spring Championships (torneo G1). Il ritiro è legato a ragioni mediche (problemi al ginocchio sinistro).

