LA RIVISTA IN EDICOLA - Maggio 2012
05/09/2010

Blake ko: e ora Djoko pensa a Fish

Blake ko: e ora Djoko pensa a Fish

 

di Gabriele Riva - foto Getty Images

 

Non sono in molti gli spettatori che decidono di restare sul Louis Armstrong Stadium a sfidare il vento della serata newyorchese, e certo Dulgheru-Zvonareva non offrono incentivi per ignorare Eolo. Il primo set vola via, Vera la russa surclassa Alexandra la rumena in 40 minuti scarsi. Nel secondo parziale invece è la sua avversaria a tentare lo strappo iniziale portandosi a condurre per due giochi a zero, poi addirittura tre. In uno stadio sempre più blu di poltroncine vuote, arriva la striscia di quattro giochi di fila della russa che, ripresa in mano l’inerzia del match, sembra poter conquistare una partita oggettivamente non bella (ma in compenso molto, troppo lunga: due ore e zero-sei alla fine), infarcita di errori, avara di colpi vincenti ma molto generosa in quanto a vicendevoli regali, per la Dulgheru gli errori gratuiti saranno oltre 50!

 

Eppure si arriva al tie break dopo che la russa non ha saputo sfruttare un paio di match point gentilmente concessi dall’avversaria più che guadagnati sul 6-5 in suo favore. Al rompi-pareggio, sul 6-2 con quattro match point addizionali a disposizione, la Zvonareva non è abbastanza lucida da ricordarsi che tocca ancora lei servire da destra (!?), per fortuna sua trova una prima vincente grazie alla quale può spalancare i bei occhioni azzurri di felicità e alzare le braccia al cielo newyorchese nel suo magliettone largo e lungo, molto più pigiamesco che sexy. Per Andrea Petkovic potrebbe anche bastare questa Zvonareva pallida, una specie di “Finta-Vera”, ma quando si arriva così in fondo in un tabellone Slam... non è mica detto.

 

Il match più lungo e intenso della parte alta del tabellone femminile della sesta giornata è quello che ha visto impegnate Yanina Wickmayer e Patty Schnyder. L’ha spuntata la giovane belga che si era fatta conoscere al grande pubblico proprio a New York, lo scorso anno, quando raggiunse la semifinale (persa con l’attuale n.1 del seeding Caroline Wozniacki). La 21enne di Lier ha dovuto annullare anche un match point all’austriaca che con il ventaccio di oggi poteva essere ancora più insidiosa di quanto non sia normalmente con la sua “mancina” e la sua esperienza. In eredità da questa faticata la belga si porta dietro un po’ di dolore al piede e una buona dose di stanchezza: è in queste condizioni che si presenterà al suo “ottavo” contro la estone Kaia Kanepi, comunque una buona occasione per cercare di ripetere l’exploit - allora sorprendente - del 2009.

 

Le chiavi per abbassare le serrande dell’Arthur Ashe Stadium vengono messe nelle mani di due russe: Maria Kirilenko, con la sua treccia d’oro, e Svetlana Kuznetsova, con l’onnipresente fascetta. L’orario di chiusura è fissato per le 23 e 06 (l’alba in Italia), quando Sveta può finalmente dirsi agli ottavi di finale di un torneo che ha vinto nel 2004 (contro la Dementieva) e in cui ha raggiunto la finale nel 2007 (persa con la Henin), sparigliando i conti dei precedenti che le vedevano a due hurrà a testa, uno a uno anche nei tornei dello Slam. Sveta si libera così di un incubo tutto targato 2010, quando prima a Roma e poi al Roland Garros, si era sempre vista eliminata dalla bella Maria, di sei mesi più anziana (entrambe sono del 1985) ma sempre dietro nel ranking (oggi Sveta è n.13, Maria 25). Al prossimo turno la figlia di San Pietroburgo se la vedrà contro Dominika Cibulkova.

 

I RISULTATI

Yanina Wickmayer (BEL) b. Patty Schnyder (AUT) 7-6 3-6 7-6

Vera Zvonareva (RUS) b. Alexandra Dulgheru (RUM) 6-2 7-6

Svetlana Kuznetsova (RUS) b. Maria Kirilenko (RUS) 6-3 6-4

 


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