LA RIVISTA IN EDICOLA - Maggio 2012
12/11/2010

Il grande Big Bill Tilden

Il grande Big Bill Tilden

 

di Carlotta Clerici - Foto Archivio Storico Il tennis Italiano

 

L’altro giorno è arrivato in casa nostra il fax di una rivista tedesca che chiedeva a papà un articolo su Suzanne Lenglen.

“Non glielo faccio - ha detto lui - ho già scritto una biografia della Lenglen. Adesso pare che l’anno prossimo rappresentino la mia commedia su di lei. Cosa vogliono ancora sapere?”.

Ho cercato invano di spiegare che quei poveri tedeschi non potevano essere al corrente delle sue attività di erede spirituale e biografo della Divina, ma, come ho visto che cominciava a innervosirsi, l’ho dirottato su un altro argomento. “Non puoi magari fargli qualcosa su un corrispettivo maschile di Suzanne? Ce ne sarà pure uno. A proposito, chi sarebbe?”.

Papà ha scosso la testa. “Grande come lei, altrettanto straordinario, nessuno. Ma se dovessi proprio scegliere, allora direi Tilden”.

 

- C’è una biografia su di lui?

“C’è un’autobiografia che vale pochissimo. Tilden era uno straordinario scrittore tecnico di tennis. Ha pubblicato una dozzina di libri, tra i quali Match Play and the Spin of the Ball sta tra i primi dieci di tutti i tempi. Ma la sua autobiografia – My Story – e qualche racconto decisamente autobiografico, che si trova in Glory’s Net o in The Phantom Drive, sono fasulli, sentimentalistici, autentica robaccia rosa. Per non parlare delle commedie e dei musical che lo sciagurato arrivò a finanziare, pur di salire sulla scena e, tra l’altro, a Broadway”.

 

- Ma è possibile che in un paese ad alta civiltà editoriale come gli Usa non ci sia niente su di lui?

“C’è, per nostra fortuna. Nel 1975, nel mensile Sports Illustrated, apparve una serie di articoli di Frank DeFord, secondo me il miglior Sportwriter americano. Investito da molte lettere e invocazioni, Frank si decise ad ampliare questi articoli e nacque così un libro, chiamato Big Bill Tilden, una delle pochissime biografie di tennisti degne di questo nome”.

 

- Biografia vera o romanzata?

“Biografia vera anche se non abbastanza. In realtà, Tilden trascorse una vita intrecciata non solo di omosessualità, ma anche di pedofilia. Su questo argomento, il buonissimo biografo è abbastanza reticente e una volta che gli comunicai certe confidenze di Giovannino Palmieri, che fece parte della troupe di professionisti guidata da Big Bill, scosse il capo per dirmi che su temi simili in America bisognava usare cautela e che, comunque, l’omosessualità non gli pareva determinante per vincere Wimbledon”.

- Aveva ragione DeFord?

“Difficile dire, perché Tilden fu incarcerato due volte, quanto ormai non aveva più l’aureola del campione a proteggerlo, ma vivacchiata a Hollywood, dando lezioni ai divi e accanendosi nell’insegnare il gioco ad angioletti di belle speranze che poi fallivano regolarmente”.

 

- Mi sembra divaghi un pochino...

[continua]

 


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Pubblicato nel numero di dicembre 1987

 

 

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