Simona non crolla più: la finale è sua

L'Australian Open regala un verdetto importante: per una fra Halep o Wozniacki la maledizione Slam sarà finalmente conclusa. La numero uno WTA ha raggiunto in finale la danese dopo un match-thriller contro Angelique Kerber domata 9-7 al terzo. La Halep va avanti, si fa riprendere e superare, ma cancella due match-point e si regala la prima finale a Melbourne.
Simona non crolla più: la finale è sua
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Marco Caldara
25 gennaio 2018

Era scritto che sarebbe saltato fuori il match più avvincente dell’intero Australian Open. Perché si affrontavano le due giocatori più in forma, entrambe imbattute nel corso del 2018, e con una motivazione immensa per fare un altro passo verso il titolo. I motivi erano diversi ma la sostanza è la stessa, e per il bene per circuito WTA forse è meglio che sabato in campo contro Caroline Wozniacki per il titolo del primo Slam 2018 ci sia Simona Halep. Perché Angelique Kerber con uno splendido avvio di stagione ha già dimostrato di essere tornata a giocarsi i posti che contano, e se tutto andrà come deve andare il suo nome verrà letto e scritto molto di più rispetto a quanto avvenuto nel 2017, indipendentemente dalla sconfitta in semifinale. Mentre a Simona Halep un altro stop a un passo dal traguardo avrebbe fatto molto male. Così, anche se ora per la tedesca è il momento della rabbia, per come si è lasciata sfuggire di mano un match che aveva ripreso un paio di volte ma non ha chiuso sul 6-5 40-15 del terzo set, il 6-3 4-6 9-7 finale fa contente entrambe. Non toglie nulla ad Angelique e dà alla numero uno del mondo una nuova possibilità di conquistare finalmente quel titolo Slam che nel suo palmarés non starebbe affatto male. Il suo torneo sembrava finito un paio di volte, per la storta alla caviglia che sembrava dovesse impedirle di continuare, per i tre match-point cancellati a Lauren Davis al terzo turno o per i due consecutivi che la Kerber si è trovata sulla Yonex nera. Non si può nemmeno dire che la 30enne di Brema li abbia giocati male: semplicemente, la Halep ha avuto più coraggio, quello che le era mancato prima sul 6-3 3-1 e poi ancora sul 5-3 e servizio nel terzo, quando qualche indecisione di troppo ha rimesso tutto in discussione, fallendo anche due match-point nel decimo game. Quando la palla scottava per davvero, però, Simona è andata a prendersi i punti e si è data un’ultima chance, portando il match oltre le due ore e mezza e obbligando l’avversaria a consumare anche l’ultimo goccio di benzina.

Simona non crolla più: la finale è sua

GIOCANO ANCHE PER IL NUMERO UNO WTA
È stata davvero dura – ha detto la Halep a fine match – e ora sto tremando. Lei è un grande avversaria, e non è facile vincere due battaglie così (si riferisce al 15-13 al terzo contro la Davis, ndr) nello stesso torneo. Ho cercato di crederci sempre, di lottare su ogni punto ma stare tranquilla, anche se oggi ci sono stati un po’ di alti e bassi. Non ho mollato: solo se non molli puoi vincere le partite. Sono fiera di me stessa”. Nel finale era piuttosto evidente che ne avesse di più la Halep, e il sedicesimo game è stato quello buono. Simona ha mancato un terzo match-point ma non il quarto: le è bastato rispondere in campo, la Kerber ha faticato a trovare la palla col rovescio e l’ha spedita lunga, regalando all’avversaria la terza finale in un torneo del Grande Slam, la prima lontano dal Roland Garros. Anche la Kerber ne ha giocate tre, però ne ha vinte due, e proprio quel pizzico di esperienza in più sembrava destinata a fare la differenza fra lei e le avversarie in ottica successo finale. Invece, a contendersi il titolo ci saranno Halep e Wozniacki, due giocatrici che di Slam non ne hanno mai vinti. Ma stavolta il dato non deve ingannare: non si tratta di due qualsiasi, bensì delle attuali numero uno e numero due del mondo, che hanno sempre fatto grandi cose dappertutto tranne che nei Major. Per la Wozniacki era diventata addirittura un’ossessione fra 2010 e 2011, quando la danese guidò la classifica mondiale per ben 67 settimane ma nei Major latitava spesso e volentieri, mentre per la Halep lo sta (o stava? Lo sapremo presto) diventando. Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno, a seconda di come lo si guardi: il pareggio non esiste, quindi sabato sera la maledizione sarà finalmente alle spalle per una delle due, mentre per l’altra si arricchirà di un’altra pagina negativa. In palio c’è che la vetta della classifica WTA: le due sono separate da 450 punti, meno dei 700 di differenza fra vittoria e finale. Un dettaglio non da poco, che aggiungerà ancor più pepe a una delle finali più aperte degli ultimi anni.

AUSTRALIAN OPEN DONNE – Semifinale
Simona Halep (ROU) b. Angelique Kerber (GER) 6-3 4-6 9-7


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