BANDA ROSSA

Wimbledon, qualificazioni maschili con nove italiani

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L’Italia del futuro fa rotta su Melbourne

Nottata trionfale per i colori azzurri nelle qualificazioni dell’Australian Open: uno dopo l’altro conquistano il main draw Lorenzo Sonego, Salvatore Caruso e Matteo Berrettini, sconfitto con rimpianti ma graziato dalla dea bendata, che l’ha scelto come lucky loser. A piccoli passi, il nostro tennis sta conoscendo i suoi ricambi. E sembrano di buona qualità.
L’Italia del futuro fa rotta su Melbourne
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Marco Caldara
14 January 2018

La prima settimana di ottobre Lorenzo Sonego era numero 435 della classifica ATP, e stava raccogliendo i cocci di un’estate avara di risultati, condizionata da una fastidiosa infiammazione al polso destro. Ma quando la stoffa è di qualità è più facile ricucirne insieme tutti i pezzi. Risolto il fastidio, il 22enne torinese è ripartito alla grandissima: ha chiuso la stagione vincendo 23 delle ultime 27 partite, nel giro di un mese e mezzo si è preso primo titolo Challenger, best ranking (204) e un posto nelle qualificazioni del suo primo Slam. E quel posto l’ha fatto fruttare alla grandissima, regalandosi subito il tabellone principale. Sembrava già una mezza vittoria esserci, stare per qualche giorno in mezzo ai grandi e respirare quell’aria che nella sua breve carriera aveva annusato solo agli Internazionali d’Italia, invece i successi dovevano ancora arrivare. Per la precisione tre uno via l’altro, con l’ultimo a fare da ciliegina sulla torta: perché non ha vanificato quanto di buono mostrato e costruito coi primi due, e anche perché a rimandare la palla nella metà campo del ragazzone di Torino c’era niente meno che Bernard Tomic, il giocatore più forte in gara nelle qualificazioni. In attesa di trasferirsi nella giungla per un reality show, “Bernie” ha provato a regalarsi il decimo Australian Open, giocato per la prima volta a 16 anni, quando era numero uno juniores e nel main draw vinse pure un match, strappando tre tie-break a Potito Starace. Ma sul un Campo 8 affollatissimo non è andata secondo i piani del 25enne di Gold Coast, perché una delle grandi qualità del giovane azzurro plasmato da Giampiero “Gipo” Arbino è quella di sapere alzare il livello in base alla posta in palio. Più l’appuntamento conta e più il suo tennis funziona. L’ha dimostrato con tre set di qualità: ha dominato il primo, ha ceduto il secondo al tie-break e dal 4-4 del terzo set ha fatto un miracolo. Ha cancellato una pericolosissima palla-break nel nono game, e nel decimo le palle-break se le è prese lui, tre. La prima non è andata a buon fine, la seconda nemmeno, la terza sì.

L’Italia del futuro fa rotta su Melbourne

CARUSO BRAVO, BERRETTINI FORTUNATO
L’urlo di gioia con le braccia allargate a fine match ormai è il suo marchio di fabbrica, ma stavolta vale molto di più. Per il prize money più ricco di quanto l’azzurro ha raccolto in tutto il 2017 (eh, quando si dice che giocare gli Slam fa tutta la differenza del mondo…), per 35 punti freschi freschi e perché per la prima volta sarà anche lui uno dei grandi. Mentre Tomic potrà tornare a contare i suoi milioni, come ha risposto alla TV australiana che lo incalzava sui suoi programmi per il futuro prossimo, “Lollo” può preparare il primo match della sua carriera al meglio dei 5 set, da giocare martedì contro Robin Haase. Insieme a Sonego festeggiano il primo Slam anche Salvatore Caruso e Matteo Berrettini, che hanno portato a sette il numero di italiani nel main draw maschile. Al romano ha dato una mano la sorte: lui si è spento sul 5-2 al terzo contro lo statunitense Denis Kudla, mancando due match-point e perdendo cinque game di fila, ma il ritiro di Filip Krajinovic ha aperto il posto a un lucky loser, e la dea bendata ha scelto il suo nome, offrendogli la sfida con Adrian Mannarino. Uno che al primo impatto non sembra nulla di che, ma ormai viaggia stabilmente fra i primi 30 del mondo, segno che di qualità ne ha eccome. Berrettini sarà il primo a testare una delle nuove regole dei Major: lui e Krajinovic si divideranno il prize money del primo turno. Caruso invece la qualificazione se l’è presa con la propria Wilson nera e verde, vincendo una lunga e delicatissima battaglia col francese Matthias Bourgue. Decisivo il quinto game del set decisivo, il più lungo del match, con ben 20 punti. Il simpatico tennista di Avola ha mancato sei palle-break ma ha continuato a lottare: alla settima ha trovato il break e poi l’ha conservato come l’oro, chiudendo 3-6 7-6 6-4. Un bel risultato che però potrà godersi per poco, visto che sarà obbligato a scendere di nuovo in campo lunedì, contro Malek Jaziri. Niente qualificazione, invece, per Sara Errani, battuta per 6-4 6-1 dalla thailandese Luksika Kumkhum.

AUSTRALIAN OPEN UOMINI – Turno decisivo qualificazioni
Lorenzo Sonego (ITA) b. Bernard Tomic (AUS) 6-1 6-7 6-4
Salvatore Caruso (ITA) b. Mathias Bourgue (FRA) 3-6 7-6 6-4
Denis Kudla (USA) b. Matteo Berrettini (ITA) 4-6 6-3 7-5

AUSTRALIAN OPEN DONNE – Turno decisivo qualificazioni
Luksika Kumkhum (THA) b. Sara Errani (ITA) 6-4 6-1

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