Redazione - 20 gennaio 2019

AUSTRALIAN OPEN DAY 7: NADAL IMPRESSIONANTE, IL TURBO-DRITTO DI TIAFOE E LA DISPERAZIONE DI DIMITROV

Diversi spunti in questa prima parte di giornata australiana, in attesa del big match tra Roger Federer e Stefanos Tsitsipas. Nadal sembra al top, Dimitrov delude ancora. Vanno fuori Kerber e Sharapova. Tra gli junior, vince Lorenzo Musetti

I-M-P-R-E-S-S-I-O-N-A-N-T-E. Per due set, Rafa Nadal è stato ingiocabile. E dall’altra parte c’era uno di giocatori più in forma, Tomas Berdych. Nel terzo set ha salvato un set point e chiuso solo al tie-break, ma la condizione fisica e tecnica è apparsa davvero brillante. Preparate i popcorn per la semifinale più attesa.

NO PRESSURE. Andre Agassi ha parlato della differenza tra essere coach e giocatore: «Quando giocavo non avvertivo mai pressione, solo stress, perché tutto doveva essere sempre in perfetto ordine. Ora invece sento la pressione di fare la cosa giusta, di guidare un’altra persona nel fare le scelte corrette. Posso gestire la presione senza problemi ma quando arriva il momento di preparare qualcuno dal punto di vista fisico e mentale, prendo l’impegno molto seriamente». Vien da chiedersi se anche il suo nuovo pupillo, Grigor Dimitrov, la pensa allo stesso modo. Visto come ha buttato via il tie-break del tennis (e ripensando a tanti altri episodi della sua carriera, è possibile che lui, un po’ di pressione la avverta...

IL TURBO-DRITTO. Frances Tiafoe, avanti due set co tro Dimitrov, sul 4 pri, parità, ha tirato «il dritto più veloce della storia!» (cit.Paolo Cané).

BYE BYE CRICKET. Per un periodo, Ash Barty aveva lasciato il tennis per giocare a... cricket. Che, va detto, in Australia è tra gli sport più celebri. La Barty è dotata di un talento sportivo notevole, al punto da avere ottenuto un buon handicap anche a golf, senza alcun allenamento alle spalle. È in sostanza una di quelle persone a cui riesce tutto bene quando c’è di mezzo un attrezzo e la pallina. La Sharapova, che aveva giocato un gran match per battere la Wozniacki, ha dovuto affrontare difficoltà tecniche diverse, soprattutto contro un back di rovescio da far (quasi) invidia a Robertina Vinci. Maria ha salutato Melbourne, pur lasciando l’impressione di aver ritrovato una buona condizione; e il tennis potrebbe aver trovato una bellissima protagonista.

CHE DOLORE. Grigor Dimitrov era distrutto a fine match: «È una sconfitta che fa male. Devo fare i complimenti a Tiafoe, io forse ho pagato nei momenti importanti l’aver giocato pochi match di qualità negli ultimi mesi». Il bulgaro ha investito tanto per tornare ad alto livello, compreso assumere Andre Agassi come super coach. Ma i risultati restano mediocri, dato il suo potenziale.

PROSSIMA SLAMMER. Non è riuscita un’altra impresa alla giovane (17 anni) Amanda Anisimova, americana di chiare origini russe (ma ha specificato che preferisce che il suo nome venga pronunciato all’americana, a-ni-si-MO-va e non a-ni-SI-mo-va) che ha raccolto solo tre giochi contro un’ottima Petra Kvitova. Però è destinata a diventare una Slammer. E forse non dovremo nemmeno aspettare troppo.

WHAT? Danielle Collins ha lasciato due game ad Angie Kerber, urlandole in faccia a ogni winner (29 su 56 punti vinti).

NUMERO 1. Diverse giocatrici possono ancora diventare numero uno del mondo al termine dell’Australian Open. Ovviamente, da questa tabella va eliminata l’opzione Kerber.

JUNIORS. Nel torneo junior, ha vinto facilmente Lorenzo Musetti, classe 2002, testa di serie numero 1 del torneo. Ha vinto anche Luciano Darderi e perso invece Martina Biagianti.

PRESS CONFERENCE: Per 10 anni hai preso il Meldonium per i tuoi problemi di asma. Adesso che è stato inserito nelle sostanze proibite, devio affrontare qualche problema fisico legato soprattutto alla tua resistenza? Sharapova: «Prossima domanda?». Non è stata una conferenza stampa facile per la Sharapova, fischiata dal pubblico quando è rientrata in campo all’inizio del terzo set dopo essersi presa un lunghissimo toilet break, consentito dal regolamento ma considerato dagli appassionati una tattica per interrompere il ritmo dell’avversaria: «È una domanda stupida» ha tagliato corto Maria a chi le chiedeva spiegazioni post-match.

COME TI SALVO ANDY MURRAY. Lo scorso 11 gennaio, un Andy Murray in lacrime annunciava il suo imminente ritiro, sperando di arrivare a Wimbledon. Poi, l’ottima partita, persa solo al quinto set contro Bautista Agut, ha messo in discussione la sua decisione. Soprattutto vedendo che Bob Bryan, colpito da un problema simile, è tornato a giocare, apparentemente senza troppi fastidi. Ed è proprio il chirurgo newyorchese che ha operato Bryan. Edwin Su, che si è fatto avanti per il caso-Murray: «Credo che una nuova anca potrebbe aiutarlo perché il dolore sparisce, per alcuni pazienti è addirittura miracoloso – dice Su -. Come per qualsiasi altra operazione, non ci sono garanzie assolute che un atleta possa tornare alla competizione, anche se Murray è riuscito a giocare, e anche piuttosto bene, con l’anca in queste condizioni. Immagino cosa potrebbe fare con una nuova. C’è da chiedersi se un livello agonistico di così alto livello può compromettere la longevità dell’impianto. Secondo la nostra esperienza non ci sono problemi visto che abbiamo pazienti che hanno completato ultramaratone senza disturbi».

UN FUTURO COSTOSO. Mentre a Melbourne si battaglia per montepremi molto ricchi, lo svizzero Johan Nickles ricorda quanto accade nei tornei del nuovo Transition Tour, ex Futures. Ventuno anni, n.527 ATP, gira mezzo mondo a caccia di qualche punto ATP, pur rimettendoci dei denari, visto quanto poco si guadagna in questi tornei. E, ironia della sorte, deve spendere circa 900 euro l’anno di... iscrizione: «Mi piace il concetto del circuito ITF secondo il quale si vorrebbe aiutare i giovani giocatori aggiungendo una cifra di iscrizione di 36 euro pe poter disputare un torneo».

CHALLENGER. Non solo Melbourne: a Coblenza, Gianluca Mager è in finale nel torneo Challenger. Il ragazzo, 24 anni, ne ha passate abbastanza. Gioca un bel tennis e merita di avere ancora una chance di diventare un giocatore vero.

MEME OF THE DAY.

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