Dal baratro al sogno: è l'ora di Caroline?

Carla Suarez Navarro mette paura a Caroline Wozniaki obbligandola al terzo set, ma la condizione psico-fisica della danese è molto difficile da scalfire. A 7 anni dalla prima volta "Caro" torna in semifinale all'Australian Open, e contro la Mertens sarà favorita. A Melbourne sta girando tutto a suo favore: un'occasione che potrebbe non ripassare mai più.
Dal baratro al sogno: è l'ora di Caroline?
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Marco Caldara
23 gennaio 2018

Elise Mertens le ha fatto un bel regalo, togliendole dai paraggi quella Elina Svitolina che l’aveva battuta quattro volte negli ultimi precedenti, ma ora Caroline Wozniacki non deve deludere. All’Australian Open sta girando tutto a suo favore: lei è stata brava perché con la finale ad Auckland si è garantita la seconda testa di serie e una parte bassa risultata meno competitiva dell’altra, e le avversarie più importanti nel cammino verso la finale non le ha dovute eliminare lei. È andata così anche nei quarti di finale: poteva trovare Jelena Ostapenko, Mona Barthel o Coco Vandeweghe, invece si è trovata di fronte una ritrovata Carla Suarez Navarro, finalmente di nuovo competitiva a ottimi livelli. Va detto che la spagnola dal rovescio fatato ha più esperienza Slam delle altre tre, ma per dare fastidio alla Wozniacki serve un tennis potente, tanta intraprendenza e anche quel carattere che non rientra nel DNA dell’ex top-10 di Gran Canaria, che non a caso nei Major non è mai andata oltre i quarti di finale. Era addirittura al suo sesto tentativo, il terzo a Melbourne, e si è dovuta fermare di nuovo, sconfitta 6-0 6-7 6-2 in un duello iniziato malissimo ma poi quasi passato nelle sue mani, quando ha tirato fuori un po’ di coraggio e ha lasciato andare il braccio, e se l’è giocata alla pari. È andata avanti 4-2, poi è finita 5-4 sotto e ha anche dovuto salvare un match-point, ma ha giocato un grande tie-break e in avvio di terzo l’inerzia del gioco sembrava addirittura favorevole a lei, perché la Wozniacki ha perso la pazienza, iniziando a litigare con l’incordatura e le tensioni delle racchette. Il problema è che per vincere con la danese bisogna giocare alla stessa intensità per due ora, non per mezz’ora, e alla lunga la superiorità fisica dell’ex numero uno WTA è venuta fuori.

Dal baratro al sogno: è l'ora di Caroline?

Nella notte della Rod Laver Arena Caroline ha allungato sull’1-1, ha continuato a raccogliere un aiuto importante dal servizio (ben 10 ace: gli serviranno per evitare qualche impiccio in semifinale) e non ha più concesso nulla, approfittando nel finale del vistoso crollo dell’avversaria. Una cinquantina di minuti dopo il primo match-point ne ha avuti altri tre, e stavolta il rovescio l’ha lasciato sbagliare alla Wozniacki, conquistando la sua seconda semifinale all’Australian Open, a ben sette anni di distanza dalla precedente. La perse nel 2011 contro Li Na, mancando un match-point, mentre stavolta i match-point (due) li ha salvati lei al secondo turno, in un duello contro Jana Fett diventato il turning point del suo torneo. In Italia ricordiamo il caso di Adriano Panatta, che il suo unico Roland Garros lo vinse dopo aver annullato un match-point all’esordio al ceco Hutka (peraltro con una difficile volèe in tuffo), ma la storia è piena di vicende simili. Quello della Wozniacki sarà l’ultimo? Sicuramente la danese parte favorita in semifinale, ma più che alle avversarie dovrà stare attenta alla classica fobia Slam che la affliggeva nei suoi anni d’oro, quando vinceva ovunque ma nei Major le mancava sempre un passettino, tanto che giocò una sola finale nel 2009, allo Us Open. Sarebbero diventate due cinque anni dopo, e potrebbero diventare tre dopodomani. Nel frattempo, è già importante aver ritrovato la semifinale, obiettivo che le era sempre sfuggito nell’ottimo 2017, in cui ha fatto miracoli ovunque tranne nei Major, giocando soltanto un quarto a Parigi. Aver già fatto meglio nel primo torneo dell’anno nuovo è importante in ottica numero uno WTA: tornerebbe in vetta in caso di titolo a Melbourne, ma può farcela anche con una finale se Simona Halep dovesse perdere contro la Pliskova. Tuttavia, per lei la vetta del ranking è secondaria: è già stata n.1 per ben 67 settimane, nona all-time a livello WTA. Per coronare la sua grande carriera manca solo un titolo Slam.

AUSTRALIAN OPEN DONNE – Quarti di finale
Caroline Wozniacki (DAN) b. Carla Suarez Navarro (ESP) 6-0 6-7 6-2

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