Seppi ci prova, ma questo Federer non si batte

Termina in semifinale la bella corsa di Andreas Seppi all'ATP 500 di Rotterdam. L'azzurro gioca un match brillante contro Roger Federer ma lo svizzero non si accontenta di aver ritrovato il numero uno ATP. Vuole anche il titolo e se lo giocherà contro Dimitrov. Seppi saluta a testa alta.
Seppi ci prova, ma questo Federer non si batte
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Marco Caldara
17 febbraio 2018

Quando ci sono di mezzo le leggende, e il rischio di sfigurare è dietro l’angolo, ci si può accontentare di una onorevole sconfitta per 6-3 7-6. Sicuramente Andreas Seppi è sceso in campo per la semifinale dell’ATP 500 di Rotterdam con l’intenzione di fare uno scherzetto a Roger Federer, come gli è riuscito all’Australian Open di tre anni fa, ma il bello dei miracoli è proprio il fatto che siano irripetibili. Pensare a un nuovo successo era troppo anche in un torneo che è tornato a mostrare una versione di Seppi tirata a lucido, ma un bel match era lecito attenderselo e Seppi l’ha regalato al pubblico olandese, deluso da una sessione pomeridiana troncata a metà dallo sfortunato ritiro di Goffin. Contro Dimitrov il belga si è colpito (da solo) all’occhio sinistro steccando una volèe, e rimediando un edema che lo obbligherà a rinunciare anche al torneo di Marsiglia. Seppi invece non ha fatto scherzi e ha tenuto alla grande il campo per un’ora e mezza, spaventando Federer soprattutto nelle battute iniziali. Delle sue 15 partite contro il nuovo numero uno del mondo è stata una delle migliori tre: ha fatto meglio solo nella storica vittoria del 2015 a Melbourne, e lo stesso anno nella finale a Halle. È partito meglio lui, cercando di aggredire la palla prima dello svizzero, con quell’equilibrio fra spinta e solidità che quando arriva lo rende un avversario davvero temibile. Senza nulla da perdere e aiutato da un’ottima condizione fisica si è preso il lusso di fare gioco contro Federer, cosa che nell’ultimo anno è riuscita a pochissimi. Ha mancato subito un paio di palle-break, poi la battuta l’ha persa lui ma ha subito recuperato, trovando anche qualche soluzione che ha fatto scattare in piedi gli spettatori dell’Ahoy. Fino al 3-3 è sembrato superiore, ha fatto capire a Federer che poteva impensierirlo sul serio e l’ha obbligato ad alzare il livello, cosa che – per sua sfortuna – allo svizzero è riuscita piuttosto facilmente, fino a regalargli un parziale di 5 game consecutivi che ha scacciato la paura.

ANDREAS SI FERMA PER L’INFILTRAZIONE
Ma c’è stata partita anche nel secondo set, in cui Federer non è riuscito a scrollarsi di dosso Andreas fino al tie-break. La situazione l’ha un tantino innervosito, ma è stato bravo a tenere i nervi saldi nel game decisivo, malgrado un primo punto splendido di Seppi gli sia costato il mini-break in apertura. Roger ha fatto tutto alla perfezione nei successivi due e poi ha cambiato di nuovo passo, come dal 3-3 del primo set, infilando un parziale di 5-0 che gli ha consegnato successo e finale, la quarta nell’ABN AMRO World Tennis Tournament, dopo quella persa nel 2001 e la doppietta 2005-2012. Seppi chiude comunque a testa alta un torneo che domenica era finito nel cestino, ma grazie alla possibilità di entrare come lucky loser è diventato uno dei migliori delle ultime stagioni. A Rotterdam l’altoatesino ha confermato le ottime condizioni mostrate nelle prime settimane dell’anno, e riacceso negli appassionati italiani la speranza di vederlo tornare ad alti livelli. “Gioca cento volte meglio rispetto a qualche anno fa – ci ha raccontato all’indomani del successo su Zverev un entusiasta Massimo Sartori – e se continua di questo passo abbiamo ancora qualche soddisfazione da toglierci”. Coi 180 punti raccolti in Olanda l’azzurro risalirà al n.59 ATP, e con appena una novantina di punti da difendere da qui al Roland Garros. Tuttavia, anche se poteva essere il momento di accelerare per tentare di riconquistare la top-50, Seppi ha deciso di fermarsi per la consueta infiltrazione all’anca. Salterà i Masters 1000 sul cemento americano, e lo rivedremo ad aprile per la Coppa Davis. “La preparazione che abbiamo svolto – ha detto ancora Sartori – era finalizzata solo alla prima parte di stagione, e ora è il momento di fermarsi. Farsi prendere dall’entusiasmo e mettersi inseguire il risultato, a maggior ragione in due tornei come Indian Wells e Miami in cui Andreas non ha mai giocato bene, diventerebbe una mossa controproducente, che finiremmo per pagare nei mesi successivi. Proprio perché tutto sta andando per il verso giusto è corretto seguire i piani prefissati”. Se lo dice lui c’è da fidarsi.

ATP 500 ROTTERDAM – Semifinali
Roger Federer (SUI) b. Andreas Seppi (ITA) 6-3 7-6
Grigor Dimitrov (BUL) b. David Goffin (BEL) 6-3 0-1 ritiro

Seppi ci prova, ma questo Federer non si batte

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