
di Daniele Rossi - foto Ray Giubilo
Sventola ancora la bandiera a stelle strisce nel 1994. Sotto le sue insegne splende il nuovo re del circuito, Pete Sampras, alla prima vittoria a Flinders Park. Per “Pistol Pete” è stato un percorso netto, ad eccezione del secondo turno con Kafelnikov, che si è concluso con una passeggiata sul connazionale Todd Martin, giunto fin lì grazie ad un tabellone favorevole.
Fuori la Seles per la famigerata coltellata ad Amburgo, non ci sono rivali per Steffi Graf, che torna alla vittoria in Australia travolgendo in finale la spagnola Arantxa Sanchez Vicario.
Il 1995 decreta la rentré nel grande tennis di Andre Agassi, che ricostruirà la sua seconda carriera proprio con le vittorie a Melbourne. Bandana, orecchini ad entrambi i lobi e pizzetto, il Kid di Las Vegas, lascia per strada appena un set prima di ottenere la sua unica vittoria in finale di uno Slam contro Sampras. Il torneo femminile ha visto invece la prima affermazione della francese Mary Pierce (battuta ancora la Sanchez Vicario), favorita dalle concomitanti assenze di Graf, Seles e Jennifer Capriati.
Altri ritorni illustri segnano Melbourne nel 1996, quelli di Boris Becker e Monica Seles. Sembravano persi per il grande tennis e invece gli Australian Open hanno saputo offrir il canto del cigno. Nuova maturità e consapevolezza per Becker, che batterà in finale agevolmenteMichelino Chang, capace di estromettere Agassi in semi.
La Seles invece, dopo aver visto le streghe con l'americana Chanda Rubin in semifinale, regolerà all'atto conclusivo la tedesca Anke Huber. Per l'ex jugoslava, quattro partecipazioni e quattro vittorie agli Australian Open.
Da qui in poi per gli uomini si inaugurerà un'epoca contraddistinta da vincitori e finalisti a sorpresa. Come lo spagnolo Carlos Moya, arrivato in finale dopo aver sconfitto Becker e Chang e battuto dal solito Sampras nel 1997. O come il ceco Petr Korda, vincitore nel 1998, in un'edizione incredibile, segnata dalle premature uscite di tutti i favoritianto che i finalisti Korda e Rios, avevano battuto in semifinale altri due outsider come Kucera ed Escude. La finale non ha avuto storia, con il talentuoso cileno Rios, capace di raccogliere appena sei game in tre set.
Altra finale imprevista, ma non del tutto, quella del 1999 tra Evgenyi Kafelnikov e Thomas Enqvist.
Vittoria importante quella del russo, che fa il paio con il trionfo al Roland Garros di tre anni prima, mentre questa sarà la prima e unica finale di Slam per il potente svedese.
Più regolare il torneo femminile, che avrà per sei anni in finale un'unica costante, quella di Martina Hingis. La svizzera di origine slovacca centrerà il tris dal 1997 al 1999, battendo in ordine Mary Pierce, Conchita Martinez e Amelie Mauresmo.
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