LA RIVISTA IN EDICOLA - Febbraio 2012
16/01/2010

Aspettando Melbourne: il nuovo secolo

Aspettando Melbourne: il nuovo secolo

 

di Daniele Rossi - foto Ray Giubilo

 

Il resto è storia recentissima. Il 2008 vede la prima vittoria in uno Slam di Novak Djokovic. Straordinario il torneo del serbo che annienta nell'ordine Becker, Bolelli, Querrey, Hewitt e Ferrer prima della semifinale contro Federer. Dall'altra parte si fa strada il sorprendente Jo-Wilfried Tsonga, capace di eliminare Murray al primo turno, poi Warburg, Garcia Lopez, Gasquet e Youzhny, prima della semifinale con Nadal. Tutti ovviamente tifano per l'ennesima riedizione della sfida tra lo svizzero e lo spagnolo, ma gli Australian Open non si smentiscono mai e premiano ancora una volta gli sfavoriti.  Djokovic e Tsonga si sbarazzano dei rispettivi avversari in appena tre set e approdano in finale. Ha la meglio la maggior classe e personalità della testa di serie numero tre, che dopo aver ceduto il primo set, finisce per vincere al quarto. Sembrava solo l'inizio di una lunga sfliza di successi per Nole, che invece non è ancora riuscito a ripetersi.

 

Ancor più fresco il ricordo dell'edizione appena passata. Il nuovo numero uno del mondo è Nadal, ma i bookmaker danno per favoriti il campione uscente Djokovic e Andy Murray, mentre sembra un po' defilato Federer, visto un po' in calando nel 2008. Il serbo si ritirerà ai quarti contro Roddick, mentre lo scozzese saluta la compagnia al quarto turno, eliminato da Verdasco. Nessun problema invece per Nadal, che non cede  nemmeno un set a Christophe Rochus, Karanusic, Haas, Gonzalez e Simon prima di una battaglia di cinque ore in semifinale con Verdasco. Federer dall'altra parte ha gioco facile con Seppi, Korolev e Safin, ma deve rimontare due set di svantaggio a Berdych nel quarto turno. Passato lo spavento, Roger distrugge Del Potro ai quarti (6-3 6-0 6-0!) e il solito Roddick in semi. La straordinaria finale tra i due fenomeni si conclude con la prima storica vittoria sul cemento di Nadal, che trionfa 6-2 al quinto.

 

Il pianto di Federer alla premiazione, le scuse e il tenero abbraccio dello spagnolo all'avversario fanno calare il sipario sull'ultima edizione degli Australian Open e chiudono come meglio non potrebbero la nostra carrellata sulla storia di questo bellissimo torneo.

 

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