Super Djokovic: il sesto Masters è a un passo

Super Djokovic: il sesto Masters è a un passo

Bastano 75 minuti a Novak Djokovic per sbarazzarsi di Kevin Anderson, e conquistare la sua settima finale alle ATP Finals. Ne ha vinte cinque, e andrà a caccia del record contro Zverev, al quale quattro giorni fa ha lasciato appena cinque game. Da allora il tedesco è salito di livello, fino a sorprendere Federer, ma per battere questo Djokovic serve molto di più.

"Nole" imbattuto... ma chi lo può battere?

"Nole" imbattuto... ma chi lo può battere?

Djokovic supera Cilic e chiude il Gruppo Kuerten da imbattuto, confermando di essere in condizioni strepitose. Per batterlo a Kevin Anderson servirà un'impresa, idem (o quasi) allo Zverev visto sin qui per superare Federer. I tifosi assaporano già la miglior finale possibile, augurandosi un duello scoppiettante come quello di Parigi-Bercy. E magari un vincitore diverso: per Federer sarebbe il titolo n.100.

Federer scaccia la paura e fa 15 semifinali

Federer scaccia la paura e fa 15 semifinali

Per conquistare la semifinale delle ATP Finals gli bastava una manciata di game, ma Roger Federer non si è accontentato. Ha vendicato la sconfitta di Wimbledon contro Kevin Anderson, spuntandola in due set e chiudendo il Gruppo Hewitt al primo posto. Significa che ha enormi chance di evitare Djokovic nella semifinale di sabato pomeriggio.

Un debuttante che studia da maestro

Un debuttante che studia da maestro

E se la sorpresa di queste ATP Finals fosse Kevin Anderson? Dopo il successo all'esordio contro Thiem il debuttante sudafricano lascia un solo game a un irriconoscibile Kei Nishikori, e prenota un posto in semifinale. Potrebbe raggiungerla già prima di affrontare Federer, e tolto Djokovic nessuno degli altri big in gara all'O2 Arena sembra imbattibile.

La partenza da sogno di Kevin Anderson

La partenza da sogno di Kevin Anderson

Esordiente a 32 anni, il sudafricano supera Dominic Thiem e parte con il piede giusto nel Gruppo Hewitt. Domina il primo set, poi evita complicazioni annullando due setpoint in un infinito tie-break. Ha già vinto 46 partite nel 2018, ma indoor sembra ancora più forte: il suo bilancio stagionale è di 12 vittorie e 2 sconfitte.

Il Sudafrica ai piedi di Kevin il gigante

Il Sudafrica ai piedi di Kevin il gigante

23 anni dopo, il Sudafrica torna ad avere un rappresentante alle ATP Finals. Kevin Anderson coronerà a Londra una stagione fantastica e una carriera in cui ha sempre cercato di migliorarsi, giorno dopo giorno, mostrando una grande qualità: non si è mai accontentato e ha continuato a investire su se stesso.

Chi potrà insidiare Djokovic e Federer?

Chi potrà insidiare Djokovic e Federer?

Sorteggiati i gironi delle ATP Finals, denominati in onore dei primi vincitori del nuovo millennio: Gustavo Kuerten e Lleyton Hewitt. Nonostante i precedenti, Federer sembra leggermente più fortunato di Djokovic. Ad ogni modo, sia lo svizzero che il serbo hanno un buon margine sugli inseguitori. Potenziale bagarre per gli altri posti qualificazione.

Kevin Anderson si prende tutto in una volta

Kevin Anderson si prende tutto in una volta

Vincendo l'Erste Bank Open di Vienna, Kevin Anderson raccoglie il suo titolo più importante e centra la qualificazione alle ATP Finals. “Riuscirci così è una grande combinazione: negli ultimi due anni c'ero andato soltanto vicino”. Nishikori perde in finale ma è comunque a un passo da Londra: si giocherà l'ultimo posto con Isner.

Una (brutta) modifica che non serve a nulla

Una (brutta) modifica che non serve a nulla

Negli ultimi vent'anni, soltanto 14 partite di Wimbledon avrebbero richiesto il tie-break sul 12-12. Una percentuale irrisoria, sia sul totale dei match che su quelli giunti al quinto set (meno del 3%). La pressione dei giocatori ha portato a una decisione nonsense. Se proprio si volevano accorciare gli incontri, sarebbe stato più corretto il tie-break sul 6-6.

Novak Djokovic, l'arma segreta è il servizio

Novak Djokovic, l'arma segreta è il servizio

Noto per le sue qualità di ribattitore, Novak Djokovic è dotato anche di un ottimo turno di servizio. A Shanghai sta facendo grandi cose. “Credo sia uno degli aspetti più sottovalutati del mio gioco”. Batte Kevin Anderson e adesso sfiderà Sascha Zverev, che si è appena garantito la qualificazione al Masters. Ci ha perso l'unico scontro diretto.

A sfidare "Rafa" ci sarà un super Thiem

A sfidare "Rafa" ci sarà un super Thiem

Seconda sorpresa in poche ore allo Us Open maschile: dopo Alexander Zverev va fuori anche il finalista del 2017 Kevin Anderson, sorpreso da un Dominic Thiem davvero in palla. Rispondendo (bene) da lontanissimo l'austriaco trova la chiave per disinnescare il servizio del rivale, e si guadagna il primo quarto Slam lontano da Parigi. Sfiderà Nadal.

Con Tsitsipas il bel tennis ha trovato il suo futuro

Con Tsitsipas il bel tennis ha trovato il suo futuro

Dodici mesi dopo aver lanciato Denis Shapovalov, il Canadian Open si trasforma nel torneo di Stefanos Tsitsipas. Il Next Gen greco vince un’altra battaglia furibonda contro Kevin Anderson, conquista il quarto successo in quattro giorni contro un top-10, e nel giorno del suo 20esimo compleanno sarà in campo per la sua prima finale in un Masters 1000.

Attento, Zverev! Tsitsipas arriva sul serio

Attento, Zverev! Tsitsipas arriva sul serio

Stefanos Tsitsipas non è ancora sazio. All'indomani del gran successo contro Djokovic, il greco vince anche la sfida Next Gen contro Alexander Zverev, rimontando da 6-3 5-2 e cancellando due match-point in un duello rocambolesco. Emergono i pregi del 19enne di Atene, che si guadagna semifinale e top-20, ma anche i limiti di "Sascha".

Tie-break al quinto set? I dati dicono che...

Tie-break al quinto set? I dati dicono che...

La recente semifinale di Wimbledon tra Anderson e Isner ha scatenato una levata di scudi a favore del tie-break nel quinto set. Tesi per nulla condivisibili e sconfessate dai numeri: non solo le partite “a oltranza” sono il 3% del totale, ma il tie-break non tutela in nessun modo in vista del turno successivo. Anzi, i dati dicono che...

Il motore segreto di Kevin Anderson

Il motore segreto di Kevin Anderson

Tra i segreti della nuova dimensione di Kevin Anderson ce n'è uno nascosto, quasi segreto: lo psicologo dello sport Alex Castorri. Risiede negli Stati Uniti e non viaggia per il tour, ma sa come puntellare la motivazione dei tennisti e farli rendere al massimo. Prima di Anderson, aveva contribuito a risolvere l'incubo Slam di Simona Halep.

Il (dolce) ritorno al passato di Djokovic

Il (dolce) ritorno al passato di Djokovic

Come nei suoi anni d'oro, Novak Djokovic vince da dominatore un torneo complicato: superato Nadal in una grande semifinale, tiene a distanza un orgoglioso Kevin Anderson e si aggiudica il suo tredicesimo Slam, il quarto a Wimbledon. L'immagine-simbolo del suo trionfo è la presenza del figlio Stefan a bordocampo.

Gioia Djokovic: «ho sempre creduto in me stesso»

Gioia Djokovic: «ho sempre creduto in me stesso»

PAROLA AL VINCITORE - Dopo il Roland Garros non ci avrebbe creduto nessuno, eppure Novak Djokovic è tornato subito a vincere un torneo del Grande Slam. "Non me l'aspettavo - dice -, ma una parte di me ha sempre pensato che fosse possibile".

Anderson: «fiero di quanto fatto, e crescerò ancora»

Anderson: «fiero di quanto fatto, e crescerò ancora»

PAROLA AL FINALISTA - Non è stata la finale che Kevin Anderson si augurava, e resta qualche rimpianto per il terzo set ("se l'avessi vinto..."), ma il sudafricano può essere comunque molto felice del suo torneo. Anni fa col suo team aveva creato un gruppo WhatsApp chiamato top-five Kev, e ora i primi 5 i ha raggiunti davvero. "Un grande traguardo: ora so di poter lottare per vincere anche gli Slam".

Eroico Anderson: vince e invoca il tie-break

Eroico Anderson: vince e invoca il tie-break

Il primo finalista di Wimbledon è Kevin Anderson: al termine del secondo match più lungo nella storia di Wimbledon supera John Isner per 26-24 al quinto set. Hanno giocato punto a punto per 6 ore e 36 minuti, ma il sudafricano è stato superiore. A fine match non riesce nemmeno a esultare, e invoca il tie-break al 5°. Fra quarti e semifinali ha giocato quasi 11 ore: come può recuperare in vista della finale?

Dai tifosi a torso nudo... al Centre Court

Dai tifosi a torso nudo... al Centre Court

La curiosa rivalità tra John Isner e Kevin Anderson. Si sono affrontati undici volte da professionisti, ma ancora prima nei Campionati NCAA. Nelle finali del 2007, mentre Federer stoppava la striscia vincente di Nadal sulla terra, si sfidavano in un clima da stadio ad Athens. Undici anni dopo, si ritroveranno sul campo più elegante del mondo.

La caduta di Federer: KO con Kevin Anderson

La caduta di Federer: KO con Kevin Anderson

Sorprendente sconfitta per Roger Federer: vince i primi due set, arriva a matchpoint, ma si fa rimontare e battere da Kevin Anderson. Il sudafricano ha mostrato una notevole autostima, che gli ha permesso di affrontare con personalità i tanti momenti delicati. Una volta ripreso, Federer non ha saputo alzare il livello.

Anderson punta ai quarti, pensando all'ambiente

Anderson punta ai quarti, pensando all'ambiente

Potenziale avversario di Federer nei quarti di finale di Wimbledon, Kevin Anderson sta provando a sensibilizzare i colleghi sull'enorme utilizzo di plastica che viene fatto nel circuito. Nel suo mirino gli inutili sacchetti nei quali vengono infilate le racchette appena incordate e le tantissime bottigliette d'acqua utilizzate nei tornei. Tutto è partito da un documentario che gli ha aperto gli occhi sull'inquinamento negli oceani.

La sospensione non aiuta Seppi, fuori Berrettini

La sospensione non aiuta Seppi, fuori Berrettini

Il record di sei italiani al secondo turno di Wimbledon non basta per portarne più di due al terzo round. Oltre a Fabbiano ci sarà solo il vincitore del derby Fognini-Bolelli, visto che Seppi e Berrettini hanno salutato la compagnia. Andreas fa il possibile contro il bombardamento di Kevin Anderson, mentre Matteo non si conferma contro Simon.

Seppi e Fabbiano all'assalto dei giganti

Seppi e Fabbiano all'assalto dei giganti

Buon esordio a Wimbledon per Andreas Seppi e Thomas Fabbiano: l'altoatesino passeggia contro John-Patrick Smith, il pugliese cancella una brutta partenza e batte in quattro set Yuki Bhambri, conquistando il suo primo successo londinese. Al secondo round avranno due giganti: Kevin Anderson (per Seppi) di statura, Stan Wawrinka (per Fabbiano) di spessore.

Il «Peque» sta diventando un gigante

Il «Peque» sta diventando un gigante

“Hai mai letto la storia di Davide e Golia?”. Così ha risposto Diego Schwartzman a un giornalista che gli chiedeva lumi sull’impresa contro Kevin Anderson, più alto di 33 centimetri, e avanti 6-1 6-2 5-3 negli ottavi del Roland Garros. Se ci sono due argentini ai quarti a Parigi a 13 anni dall’ultima volta, il 50% del merito è suo.