Delpo sta meglio, ma non rischia: niente Masters

Delpo sta meglio, ma non rischia: niente Masters

La rotula dell'argentino migliora giorno dopo giorno. Tuttavia, dopo aver sperato di recuperare in tempo, ha scelto di non giocare il Masters. Con l'operazione scongiurata, un rientro per l'Australian Open non è improbabile. Si riaccende la lotta per il Londra: dentro Cilic, remota speranza per Coric, ma dovrebbe essere una lotta tra Nishikori e Isner.

Forza Delpo, adesso guarda a Valverde!

Forza Delpo, adesso guarda a Valverde!

Mazzata per Juan Martin Del Potro: la banale scivolata di Shanghai gli ha provocato la frattura della rotula del ginocchio destro. “Sono senza forza mentali, trovo molto difficile pensare di dover recuperare di nuovo” ha detto, ma forse non dovrà operarsi. E anche se fosse necessaria l'operazione, c'è un precedente a cui appigliarsi...

Del Potro: botta al ginocchio e ritiro

Del Potro: botta al ginocchio e ritiro

Una scivolata su una palla corta di Borna Coric causa un infortunio al ginocchio destro per Juan Martin Del Potro. Ne valuterà l'entità nei prossimi giorni: l'effetto immediato è il ritiro da Shanghai. La trasferta in Asia non è stata troppo fortunata per l'argentino. Tuttavia, è già qualificato per Londra.

Mr. Serietà Basilashvili vince anche a Pechino

Mr. Serietà Basilashvili vince anche a Pechino

Sfruttando le precarie condizioni di un Juan Martin Del Potro un po' debilitato, Nikoloz Basilashvili vince il secondo titolo in meno di tre mesi. Li ha scelti bene: Amburgo e Pechino sono entrambi ATP 500. È stato bravissimo nella gestione dei punti importanti, annullando ben sette palle break. Ma non ride mai...

Tornano Roger e Nole, ma occhio a Del Potro

Tornano Roger e Nole, ma occhio a Del Potro

Sorteggiato il tabellone di Shanghai, ottavo Masters 1000 dell'anno. L'urna ha messo Federer e Del Potro dalla stessa parte, con la possibilità di un replay della semifinale dell'anno scorso. Djokovic ha un tabellone meno insidioso. Esordio ostico per Zverev, avversari francesi per Cecchinato e Seppi.

Lazzaro Djokovic si è rialzato: New York è sua

Lazzaro Djokovic si è rialzato: New York è sua

Una prestazione formidabile consegna il 14esimo Slam a Novak Djokovic. In versione “muro di gomma”, ha depotenziato le armi di Juan Martin Del Potro e si è imposto in tre set. Grandi emozioni in uno splendido secondo set, ma non c'è mai stata incertezza sul risultato finale. È ufficialmente iniziata la caccia a Federer e Nadal?

La gente dubitava, ma «Nole» ci ha sempre creduto

La gente dubitava, ma «Nole» ci ha sempre creduto

PAROLA AL VINCITORE - Dopo il trionfo allo Us Open, Novak Djokovic confessa che dopo l'operazione al gomito non avrebbe mai pensato di vincere a Wimbledon e New York, anche se una parte di lui ha sempre avuto le idee ben chiare. "Sapevo che una volta risolto quel problema mi sarebbe bastato poco per tornare in alto". Aveva ragione.

I rimpianti di Delpo: «deluso per le chance fallite»

I rimpianti di Delpo: «deluso per le chance fallite»

PAROLA AL FINALISTA - Nonostante la finale a New York sia un risultato più che soddisfacente, Juan Martin Del Potro è scoppiato comunque a piangere per aver mancato il titolo. "Contro i big - dice - non ci si può permettere di fallire delle occasioni, altrimenti girano la situazione a proprio favore".

Del Potro ha un alleato in più: la Banda del Salamin

Del Potro ha un alleato in più: la Banda del Salamin

14 amici d'infanzia, tutti provenienti da Tandil, stanno facendo un gran tifo per Juan Martin del Potro. Hanno organizzato gli impegni di lavoro per esserci a New York, torneo scelto da Delpo per averli con sé. I loro cori da stadio hanno reso ancora più calda un'atmosfera già favorevole a del Potro.

Djokovic e una risalita sempre più furibonda

Djokovic e una risalita sempre più furibonda

Uno splendido Novak Djokovic banalizza la semifinale contro Kei Nishikori, confermando la netta superiorità sul giapponese. È stato migliore in ogni zona del campo: il punteggio avrebbe potuto essere ancora più severo. Si è messo nella posizione di lottare per il numero 1 ATP: fino a qualche settimana fa, sembrava una follia. Contro del Potro ha vinto 14 volte su 18 scontri diretti.

Nadal cede al dolore, finale per Del Potro

Nadal cede al dolore, finale per Del Potro

Un dolore al ginocchio destro, comparso nel quinto game, condiziona Rafael Nadal e lo costringe al ritiro dopo aver perso i primi due set. L'infortunio non sembra grave, ma è sufficiente per lasciare strada a un del Potro che stava giocando meglio di lui. Nove anni dopo, torna a giocare la finale a New York. “Ma allora ero un ragazzino”. E oggi è tutto diverso.

Il guerriero della notte è Rafael Nadal

Il guerriero della notte è Rafael Nadal

Il numero uno del mondo agguanta la semifinale allo Us Open dopo una battaglia furibonda contro Dominic Thiem, terminata al tie-break del quinto set, alle 2:04 del mattino. Dopo quasi 5 ore di sportellate, degne di un pareggio, la differenza la fanno gli ultimi due punti. Se li prende "Rafa", che ora trova Del Potro.

La gara di resistenza va a Del Potro

La gara di resistenza va a Del Potro

Il caldo non lascia New York: Del Potro e Isner giocano in condizioni quasi proibitive e la spunta l'argentino, il cui dritto ha fatto più male rispetto al servizio di Isner. Giusto così: passa il più completo, ma ha speso davvero molto. Per sua fortuna, avrà due giorni pieni di recupero prima della semifinale.

Gli amici di Tandil per vivere un altro sogno a NY

Gli amici di Tandil per vivere un altro sogno a NY

Per la sesta volta nei quarti allo Us Open, Juan Martin Del Potro ha riservato un intero box ai suoi amici d'infanzia, i quali fanno un gran tifo. “Beh, non hanno niente da fare, quindi possono allenare i cori...”. Supera Coric, punta i quarti contro Isner e sogna di arrivare in fondo, anche perché il polso non fa male. “Non ho ancora giocato da 10, ma sento di poterlo fare”.

Adesso Fognini vince anche sul cemento!

Adesso Fognini vince anche sul cemento!

Ottavo titolo in carriera, primo sul cemento, per Fabio Fognini. A Los Cabos, l'azzurro gioca una delle sue migliori partite e lascia appena sei giochi a un Del Potro un po' falloso, ma tenuto a bada con maestria. Il best ranking è sempre più vicino. Quarto titolo ATP per l'Italia nelle ultime tre settimane.

Fognini e un 17 che può portare fortuna

Fognini e un 17 che può portare fortuna

Il numero 1 azzurro giocherà a Los Cabos la 17esima finale in carriera: si dice che il numero porti sfortuna, ma potrebbe regalargli il primo titolo lontano dalla terra battuta. Sfida Juan Martin Del Potro, per anni allenato da Franco Davin, attuale coach di Fognini. Può essere un piccolo aiuto?

Nadal e Del Potro premiano i fedelissimi

Nadal e Del Potro premiano i fedelissimi

Mentre qualche spettatore lasciava Wimbledon per seguire Inghilterra-Croazia, Rafa Nadal e Juan Martin Del Potro hanno dato vita al match dell'anno. Quasi cinque ore di lotta furibonda favorevole allo spagnolo: poteva chiudere prima, ma Del Potro ha avuto tante chance nel quinto. Rafa avrà meno di 48 ore per preparare la sfida a Djokovic.

Djokovic fa della rabbia una virtù: è in semifinale

Djokovic fa della rabbia una virtù: è in semifinale

Indispettito per un warning ricevuto nel secondo set, Novak Djokovic perde la bussola per una mezz'ora e permette a Kei Nishikori di pareggiare i conti, ma poi cambia passo e torna a conquistare la semifinale in un torneo del Grande Slam. Gli mancava dallo Us Open del 2016. Non sarà favorito né con Nadal né con Del Potro, ma può (già) vincere con entrambi.

Niente insidie: Nadal demolisce anche Delpo

Niente insidie: Nadal demolisce anche Delpo

La semifinale fra Rafael Nadal e Juan Martin Del Potro si annunciava entusiasmante, invece l'argentino ha fatto la stessa fine di quasi tutti i colleghi capitati sulla strada del numero uno del mondo. "Rafa" lotta solo nel primo set, poi domina e si regala la finale n.11 al Roland Garros. Thiem dice di avere un piano per combattere, ma non dipenderà da lui.

Del Potro risorge e si regala Nadal

Del Potro risorge e si regala Nadal

In quasi quattro ore, spalmate su due giorni, Juan Martin Del Potro doma Marin Cilic e centra la semifinale a Parigi: non gli accadeva da nove anni. Il croato ha sciupato troppo nel terzo set, quando avrebbe potuto prendere due break di vantaggio. Delpo si commuove, ma contro Nadal avrà bisogno di un miracolo.

Il «Peque» sta diventando un gigante

Il «Peque» sta diventando un gigante

“Hai mai letto la storia di Davide e Golia?”. Così ha risposto Diego Schwartzman a un giornalista che gli chiedeva lumi sull’impresa contro Kevin Anderson, più alto di 33 centimetri, e avanti 6-1 6-2 5-3 negli ottavi del Roland Garros. Se ci sono due argentini ai quarti a Parigi a 13 anni dall’ultima volta, il 50% del merito è suo.

Ehi Delpo, l'erba può ancora aspettare

Ehi Delpo, l'erba può ancora aspettare

Passano i giorni e Juan Martin Del Potro gioca sempre meglio. Con una prestazione perfetta, batte John Isner in tre set. Trova una chiave per spegnere il servizio-bomba dell'americano e non trema al momento di chiudere. Ritrova quarti a Parigi dopo sei anni e partirà favorito contro Cilic.

Rafa in scioltezza, Delpo congeda Benneteau

Rafa in scioltezza, Delpo congeda Benneteau

Guido Pella gli propone meno difficoltà rispetto a Simone Bolelli: sul campo Lenglen, Rafael Nadal torna a macinare gli avversari e ha un tabellone molto favorevole. Difficilmente andrà in difficoltà prima della semifinale. Un buon Del Potro mette fine alla carriera parigina di Benneteau.

Del Potro, a Parigi un'altra mini resurrezione

Del Potro, a Parigi un'altra mini resurrezione

Juan Martin Del Potro sa sempre sorprendere: la sua presenza al Roland Garros era in dubbio, invece scende in campo. Gioca un primo set da incubo, poi ritrova il meglio di sé e affossa Nicolas Mahut, all'ultima partecipazione (in singolo) a Parigi. La terra rossa è sempre più ostica per lui, ma lungo le due ore del match si sono visti segnali incoraggianti. Nell'immediato, ma anche per i prossimi tornei.

Isner fa paura: batte Del Potro... e il pubblico

Isner fa paura: batte Del Potro... e il pubblico

Contro un Del Potro un po' stanco, John Isner sfodera il suo miglior tennis. Non soltanto servizio, ma una completezza che lo rende pressoché ingiocabile. Domina il primo set, poi è perfetto nel tie-break che lo spinge alla 25esima finale in carriera, la quarta in un Masters 1000. Che sia la volta buona?