Tsitsipas-De Minaur, la finale più giusta

Tsitsipas-De Minaur, la finale più giusta

Stefanos Tsitsipas e Alex De Minaur, i meglio piazzati in classifica, hanno espresso il miglior tennis nei quattro giorni di gara. È dunque giusto che siano loro a giocarsi il titolo. Munar e Rublev hanno regalato due splendide semifinali, ma vivremo l'ottavo atto di un dualismo che può diventare una bella rivalità. Stefanos, occhio alle cuffie!

Fritz apre la porta, Rublev la sbatte (ancora)

Fritz apre la porta, Rublev la sbatte (ancora)

Le Next Gen Finals hanno bocciato Taylor Fritz, ma lui ha promosso il format del torneo. A detta sua, tutte le persone con cui ha parlato pensano che questo tennis sia più emozionante. È il primo big a schierarsi apertamente a favore delle novità, mentre Rublev è sempre critico. E ne fa una (interessante) questione di rispetto per gli sforzi dei giocatori.

Caruana saluta Milano: «ho imparato tanto»

Caruana saluta Milano: «ho imparato tanto»

Termina con un'anonima sconfitta contro Andrey Rublev l'esperienza di Liam Caruana alle Next Gen ATP Finals. La bella figura fatta contro Fritz è rimasta un caso isolato, ma il romano del Texas è comunque soddisfatto del suo torneo. Ha fatto esperienza, ha osservato i migliori e capito cosa lo separa da loro. Ora deve provare a recuperare terreno.

Caruana perde ancora, ma può sorridere

Caruana perde ancora, ma può sorridere

Liam Caruana si arrende anche a Taylor Fritz, ma rispetto al suo primo match alle Next Gen ATP Finals gioca un tennis di tutt'altra pasta. Il romano del Texas vince il primo set e ha tre set-point nel tie-break del terzo, ricco di pathos e spettacolo. Tuttavia, l'entusiasmo non basta e la maturità di Fritz si fa sentire. Pazienza: l'importante è aver rialzato la testa.

L'approccio è amaro, ma Liam può migliorare

L'approccio è amaro, ma Liam può migliorare

Partono in salita le Next Gen Finals di Liam Caruana: il romano del Texas racimola quattro giochi contro Alex De Minaur, mostro di solidità e difesa. Per conquistare vittoria e vetta del girone B gli bastano 55 minuti, nei quali emerge la scarsa abitudine dell'azzurro a giocare a certi livelli. Il KO è duro da digerire, ma domani c'è già un'altra chance.

Tsitsipas, Rublev e quelle regole senza feedback

Tsitsipas, Rublev e quelle regole senza feedback

Mentre Tsitsipas e Rublev si prendono le prime due vittorie, si sa ben poco sui feedback sulle nuove regole ricevuti lo scorso anno dall'ATP, da parte di giocatori, fans e media. Svanito l'effetto novità, pare diffusa l'idea che le potenziali modifiche al punteggio debbano restare confinate a un evento sui generis.

I Signori del tennis del futuro (8-1)

I Signori del tennis del futuro (8-1)

Le Next Gen ATP Finals tornano a Milano e abbiamo voluto realizzare la seconda edizione della nostra Top-25 dei migliori under 21 del circuito. Affidiamo i nostri futuri piaceri soprattutto a Denis Shapovalov (che però a Milano non vedremo) ma sono in tanti a promettere di arrivare in alto. Compresi alcuni nati nel nuovo millennio. (Parte 3 di 3)

A Pechino c'è un Fognini da ammirare

A Pechino c'è un Fognini da ammirare

L'immenso Diamond Court di Pechino ospita uno dei migliori match stagionali di Fabio Fognini: perfetto in ogni zona del campo, tiene a bada Andrey Rublev e lo batte in due set. L'evento cinese può dargli ancora soddisfazioni. La rincorsa a Kei Nishikori è ad handicap, ma questo Fognini è in grado di sostenerla.

Berrettini super sulle Alpi: battuto Rublev

Berrettini super sulle Alpi: battuto Rublev

Arriva da Gstaad il primo quarto di finale di Matteo Berrettini nel circuito ATP. Il romano aveva fallito la chance sette giorni fa a Bastad, ma era solo questione di tempo. In Svizzera fa fuori in due set Andrey Rublev, gestendo alla perfezione un match tutt'altro che semplice, e conferma progressi sempre più interessanti. Può fare altra strada.

Non sarà al 98%, ma Thiem ha lo spirito giusto

Non sarà al 98%, ma Thiem ha lo spirito giusto

Ha risolto il problema alla caviglia con l'aiuto di Alex Stober, ma Dominic Thiem non è ancora nella condizione ideale. Contro Andrey Rublev ha sofferto il tennis aggressivo del russo, cancellando anche un matchpoint. Si è salvato in extremis e adesso aspetta il vincente di Djokovic-Coric... con vista su Nadal.

Quella Next Gen che promette scintille

Quella Next Gen che promette scintille

Anni fa, il piccolo diverbio fra Medvedev e Tsitsipas al Miami Open sarebbe quasi passato inosservato, ma il circuito non è più abituato a comportamenti sopra le righe da parte dei suoi protagonisti. Fra i giovani emergenti, invece, ci sono tanti caratterini niente male, segno che il tennis del futuro potrebbe essere più pepato. Non è detto che sia un male.

Australian Open, sei primi turni da “pop corn”

Australian Open, sei primi turni da “pop corn”

Ecco i match più attesi e interessanti dei primi giorni a Melbourne Park: tre scontri generazionali (Venus-Bencic, Ferrer-Rublev e Berdych-De Minaur) più l'atteso ritorno di Novak Djokovic (opposto a Donald Young). Spettacolo assicurato nel baby-derby Shapovalov-Tsitsipas. La Stephens tornerà a vincere una partita?

Simon-Monfils: in Francia è sempre festa

Simon-Monfils: in Francia è sempre festa

Dopo aver chiuso il 2017 conquistando la Coppa Davis, la Francia del tennis apre il 2018 festeggiando subito due titoli ATP. E con due giocatori diversi rispetto agli eroi di Lilla. I protagonisti della settimana sono Gael Monfils (Doha) e Gilles Simon (Pune): dopo una passata stagione molto deludente, entrambi cercavano delle risposte. Non potevano trovarne di migliori.

“Avremo tennisti migliori di Federer e Nadal”

“Avremo tennisti migliori di Federer e Nadal”

Vincendo una bella partita contro Guido Pella, Andrey Rublev si assicura la finale a Doha. Per intascare il secondo titolo in carriera dovrà battere Gael Monfils (che ha approfittato della febbre di Thiem). Ma il colpo più spettacolare lo ha giocato fuori dal campo, quando gli hanno chiesto se Federer e Nadal lasceranno un vuoto incolmabile...

Milano ha di nuovo un torneo ATP. Che vale.

Milano ha di nuovo un torneo ATP. Che vale.

L'esperimento Next Gen ATP Finals ha funzionato. Il pubblico ha risposto bene e il rischio esibizione è stato scongiurato in fretta. Al netto di qualche noia organizzativa c'è da augurarsi che il torneo resti a Rho, piuttusto che migrare al PalaLido. Ben vengano le novità che non toccano il gioco, mentre set al 4, no let e no-ad lasciano molte perplessità. Ma l'ATP (per fortuna) dice di non aver fretta.

Poco appariscente, poco personaggio. Ma vincente.

Poco appariscente, poco personaggio. Ma vincente.

È Hyeon Chung il vincitore della prima edizione delle Next Gen ATP Finals. Il coreano aveva mostrato di avere una marcia in più degli altri già nel girone, e l’ha confermato superando Andrey Rublev in finale. Non è il più appariscente ed è il meno personaggio fra i Next Gen, ma ha qualità davvero importanti.

Le qualità nascoste di Hyeon Chung

Le qualità nascoste di Hyeon Chung

Semifinale col brivido per Hyeon Chung: si lascia rimontare due set di svantaggio da un Daniil Medvedev che sembra a corto di ossigeno, ma la spunta al quinto set e sarà lui a vedersela con Andrey Rublev per il titolo. Il tennis del coreano è meno appariscente rispetto a quello dei Next Gen più in vista, ma nel circuito di oggi si vince soprattutto con fisico, solidità e continuità. Ha tutte le tre qualità.

Il più scettico, ma anche il più forte

Il più scettico, ma anche il più forte

Andrey Rublev lascia le briciole a Borna Coric e in appena 61 minuti conquista la finale delle Next Gen ATP Finals. Fra gli otto giocatori in gara non è il più simpatico, ma è stato l'unico a mettere in discussione senza paura le sperimentazioni regolamentari. Un buon segno per il suo futuro e uno stimolo in più per puntare al titolo: l'opinione del vincitore del torneo non potrà essere trascurata.

La vittoria è un dettaglio. Per “GQ” conta esserci.

La vittoria è un dettaglio. Per “GQ” conta esserci.

Gianluigi Quinzi sfiora il colpaccio all’esordio nelle Next Gen ATP Finals: contro la prima testa di serie Andrey Rublev se la gioca alla pari, cedendo al tie-break del quinto set. Peccato, ma per il marchigiano la cosa più importante è capire che i migliori giovani del mondo non sono diventati irraggiungibili. Il Masters under-21 deve servirgli per ritrovare sé stesso, e l’avvio è incoraggiante.

Tutti i numeri degli otto Next Gen

Tutti i numeri degli otto Next Gen

Fra i Next Gen al via del torneo milanese, Gianluigi Quinzi è il meno "Next", Denis Shapovalov il più giovane. Ma chi ha guadagnato di più? Chi ha già portato a casa un titolo nel circuito maggiore? Chi ha battuto più top-10? Chi è l'unico in positivo nelle sfide contro i top-100 della classifica ATP? Le nostre infografiche rispondono a tutte le domande.

Road to Milan - ANDREY RUBLEV

Road to Milan - ANDREY RUBLEV

Stilisticamente ricorda Yevgeny Kafelinikov, in campo sta cercando di controllare i colpi di testa tipici del suo idolo, Marat Safin. Dotato di due fondamentali notevoli e un carattere molto deciso, punta a diventare in futuro il numero uno del mondo. «Le nuove regole? Non me ne piace nemmeno una. Uno si allena come una bestia per poi giocarsi tutto in venti minuti?»

Venti giorni per un posto a Milano

Venti giorni per un posto a Milano

L'unico sicuro di un posto (Alexander Zverev) sembra destinato a non esserci, ma a venti giorni dal termine della Race to Milan la situazione sembra abbastanza definita. Al nuovo evento della Fiera di Rho ci saranno tutti i giovani più interessanti del mondo: da Rublev a Shapovalov, più Khachanov, Coric e Donaldson. Resta libero un posto, ma Chung sembra avere una marcia in più degli altri.

Zverev è più forte, ma Fognini gli dà una mano

Zverev è più forte, ma Fognini gli dà una mano

Basta un Alexander Zverev non troppo convincente per battere facilmente Fabio Fognini al secondo turno del China Open di Pechino. Il tedesco lascia aperto qualche spiraglio, ma nei momenti importanti l’azzurro non riesce a mordere e sparisce dal campo nel secondo set. Si poteva fare di più.

Nadal è prontissimo. Ora manca Federer

Nadal è prontissimo. Ora manca Federer

Dopo quattro anni, Rafael Nadal è di nuovo in semifinale allo Us Open. Superate le fatiche della prima settimana, il maiorchino ha svoltato: lascia appena cinque game a un Andrey Rublev tradito da fretta e scarsa abitudine a certi incontri, e prenota l’attesissimo duello con Roger Federer. Lui ci sarà, e in condizioni fisiche migliori rispetto a quanto successe a Melbourne...

Un po' Safin, un po' "Kaf". È Andrey Rublev.

Un po' Safin, un po' "Kaf". È Andrey Rublev.

Andrey Rublev, avversario di Rafael Nadal nei quarti di finale dello Us Open si racconta: “Non so nemmeno a che età ho cominciato, mi ispiro a Marat Safin e posso stare sei ore al giorno in campo a giocare”. Dotato di due fondamentali notevoli e un carattere molto deciso, punta a diventare il n.1 del mondo.