LA RIVISTA IN EDICOLA - Febbraio 2012
30/10/2009

Andre Agassi: la storia!

Andre Agassi: la storia!

 

In principio fu Wendy. Andre non assomigliava al piccolo Lord, si avvicinava più alla fisionomia di un bulletto di periferia che non disdegnava le spacconate, nemmeno qualche trasgressione e si faceva trascinare dall’entusiasmo dirompente di papà Mike, abbagliato dal miraggio della gloria sportiva. Per farsi accompagnare nei suoi primi passi il piccolo Andre scelse Wendy Stewart, conosciuta a Las Vegas quando il futuro Kid aveva otto anni e lei appena cinque. Ammaliata dalla passione per il tennis di Andre, Wendy lo seguiva ovunque, restava incantata per ore durante i suoi durissimi allenamenti, lo incoraggiava, gli teneva compagnia la sera davanti al televisore e sognava con lui.

Era la ragazza della porta accanto e siccome gli Agassi non abitavano a Beverly Hills risultava più comprensibile il suo look da giovane adolescente di quartiere, il trucco pesante, il “chiodo” di pelle nera sempre addosso. Sempre, dalle anonime giornate trascorse a raccogliere le palline in fondo al campo alla tribuna di Wimbledon nell’anno del primo Slam di Andre. Quel giorno, dopo l’ultima volée messa in rete da Goran Ivanisevic, Wendy scoppiò in lacrime. Era il trionfo di Andre e anche il suo: non sapeva, Wendy, che quelle braccia levate al cielo dal Kid, cui l’emozione tagliò le gambe facendolo crollare sui prati del Tempio, significavano a un tempo l’apoteosi e la fine del loro amore, che non avrebbe superato l’inverno.

Il successo di Andre lo fece sbandare nei sentimenti. La più bella brutta del cinema americano, Barbra Streisand, insaziabile cacciatrice di uomini, seppe incunearsi nei sentimenti disorientati del giovane Agassi. Ventitre anni lui, cinquantuno lei. “Gioca a tennis come uno Zen master”, ebbe a dire la vulcanica attrice e cantante di Brooklyn. In tanti si stupirono della scelta del Kid, soprattutto l’egomaniaco Nick Bollettieri che fece di tutto per manifestare la sua insofferenza nei confronti di una profana pronta a traviare il suo pupillo. Andre perse la forma, si infortunò, mise su otto chili e dodici mesi dopo il Wimbledon della consacrazione tornò sui prati per farsi malmenare da Sampras. Lo applaudì solo Barbara: acconciata in maniera imbarazzante, un cofano di capelli ondulato con la pressa, sventolava le mani unghiate e anellate verso il suo goffo e perdente maestro di vita.

Bollettieri reprimeva a stento la rabbia e, di lì a poco, lo avrebbe licenziato: “Io sono a Bradenton, lui a Las Vegas a fare non so cosa. Per tornare a essere quello di prima dovremmo stare insieme”. Nick, ripudiato, avrebbe rimpianto quella lettera di addio; anche Andre, però, rimpiangeva la sua carriera d’oro caduta in disgrazia e capì presto che le lotte con Pete mal si conciliavano con la metafisica, la concentrazione meditativa e la ricerca del satori. Il Kid le restituì la scatola con il giardinetto Zen e il rastrello e le diede il benservito; la Streisand, segnata dall’inguaribile lutto, ci mise addirittura un paio di mesi a riprendersi: consumava in abbondanza gelati confezionati per curare le carenze affettive, tanto che fi nì per fi danzarsi con il re dell’industria del fior di latte Richard Baskin. E poi con il giornalista Peter Jennings, e poi con l’attore James Brolin, e poi...

L’emozione della compagnia di una star attempata facilitò le scelte di Agassi, ancora alla ricerca della prima moglie e divenuto uno scapolo dal conto in banca ambitissimo. Agassi incontrò, complice un’amica comune, la splendida Brooke Shields che sì, aveva a che fare col mondo del tennis per via del nonno Frank Shields, finalista a Wimbledon e agli US Open, ma non si ha certezza sul fatto che la favolosa ragazza di Laguna Blu ne fosse consapevole mentre si dà per assodato che Andre non lo sapesse né che la parentela sportiva fosse tra i motivi di suo interesse. Prima fax (sì, fax) e telefonate, poi il primo appuntamento, seguito da un lungo fidanzamento durante il quale fu facile l’ironia della stampa sulla dichiarata verginità di Brooke che ella promise di mantenere sino alle nozze. Andre e la Shields si sposarono il 19 aprile del 1997.

Agassi, sportivamente, era mal piazzato. Tra un party, una serata, una denuncia per falso e violazione della privacy al National Enquirer e un allenamento saltato perse il treno del tennis e precipitò oltre la centesima posizione mondiale. In tanti attribuirono all’eterea Brooke la ragione della sua involuzione ma Andre non le scaricò mai addosso alcuna responsabilità. La coppia, però, scoppiò ugualmente, anche perché, a quanto pare, il desiderio di maternità dell’attrice non venne accontentato. Nell’aprile del 1999 Agassi e Shields ottennero il divorzio, ma di fatto si erano già lasciati: il Kid, vicino ai trenta, aveva ripreso la sua seconda carriera, perso i chili di troppo e ritrovato il suo tennis insieme a un nuovo amore, quello per una donna di nome Stefanie.

Stefanie Marie, per tutti Steffi Graf. L’unica immagine che li ritrae insieme prima del loro engagement è quella della serata di gala in onore dei vincitori di Wimbledon 1992. Lui, capellone mesciato, in improbabile smoking. Lei, oggettivamente orribile nel vestito di teutonico gusto ed eleganza. Il sole e la luna: mai due esseri umani così si sarebbero uniti. E invece... Dopo una relazione trascinata per anni ma senza convinzione con il pilota professionista Michael Bartels, Steffi trovò l’amore in quell’uomo che nel frattempo aveva abbandonato, insieme ai capelli, il (per lei) repellente atteggiamento da yankee ribelle e spiantato. Galeotto fu un altro Slam, l’ultimo vinto da Steffi a Parigi e il primo e unico di Andre sulla terra, il Roland Garros del 1999.

Altro che unghie pitturate di nero e patatine in cartoccio col pollo fritto a pranzo: a casa Agassi-Graf, per stessa ammissione di Andre, le cose sono organizzate per bene e non troverebbero accoglienza le zingarate, peraltro abbandonate dal nostro dopo la rinascita sportiva. Steffi e Andre divennero una persona e un patrimonio solo il 22 ottobre del 2001, giurandosi fedeltà davanti al giudice Michael Cherry. Si sposarono a Las Vegas, a casa di Andre, alla presenza della mamma di lei, Heidi, e della mamma di lui, Elizabeth. Quattro giorni dopo nacque il loro primogenito, Jaden Gil, mentre Jaz Elle venne al mondo il 3 ottobre 2003.

Si assomigliano in poco, i coniugi Agassi: lei è risoluta e iperattiva, lui si ferma a pensare su tutto. Steffi ha accettato il ruolo di mamma e organizzatrice, Andre ha continuato per altri sette anni dopo il ritiro della valchiria a portare a casa il pane quotidiano: alla dimora di Las Vegas la coppia deve aggiungere i possedimenti a San Francisco, a Manhattan, in Germania; le tasse incidono sui guadagni e in casa Graf hanno imparato che è meglio non sottrarsi al fisco. Diversi, ipoteticamente inconciliabili i signori Agassi. Ma di certo si amano e allora non c’è lingua, non c’è mente, non c’è carriera che tenga.

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